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Amarone in Capitale 2026: La Valpolicella conquista Roma

Roma celebra l’Amarone della Valpolicella tra istituzioni, degustazioni e grandi annate del territorio.

Roma torna a essere il palcoscenico privilegiato dell’Amarone della Valpolicella DOCG con Amarone in Capitale 2026, evento promosso dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella che rinnova il dialogo tra territorio, istituzioni e pubblico nella Città Eterna.

L’apertura istituzionale si è svolta il 28 aprile nella Sala Regina di Palazzo Montecitorio, alla presenza del Presidente della Camera Lorenzo Fontana e degli onorevoli Enrico Costa e Francesco Battistoni, che hanno sottolineato il valore del vino come ambasciatore del Made in Italy. Per il Consorzio è intervenuto il Presidente, Christian Marchesini. La mattinata ha ospitato anche approfondimenti tecnici: Lorenzo Simeoni ha raccontato le origini del Recioto, Andrea Lonardi ha illustrato l’identità dei vini da appassimento, mentre Nachia Zanini ha affrontato il tema del vino e della salute. Conclusioni affidate a Maria Paola Boscaini.

Il 4 maggio l’evento si è aperto al pubblico nella suggestiva cornice dell’Acquario Romano, nel quartiere Esquilino. I banchi di assaggio hanno permesso di esplorare la ricchezza produttiva della Valpolicella, dall’Amarone al Ripasso fino al Valpolicella Classico. Fondamentale il contributo dei sommelier AIS, che hanno guidato le degustazioni valorizzando le peculiarità sensoriali dei vini.

Un ulteriore momento di approfondimento si è svolto al Mercato Centrale Roma con una masterclass dedicata all’Amarone attraverso quattro annate. Alberto Brunelli, affiancato da Alessandro Brizi, ha accompagnato il pubblico in un percorso di degustazione che ha messo in luce l’evoluzione stilistica e territoriale del vino simbolo della Valpolicella.

Alessandro Brizi

Particolarmente interessante l’abbinamento con il Parmigiano Reggiano raccontato da Alessandro Stocchi. In degustazione due stagionature estreme, 60 e 90 mesi, capaci di offrire esperienze sensoriali molto diverse rispetto ai più comuni affinamenti.

Il Parmigiano Reggiano 60 mesi conserva ancora tracce di dolcezza lattica, accompagnate da note di frutta secca, brodo e spezie dolci. Al palato è friabile, sapido e persistente. Il 90 mesi entra invece in una dimensione quasi contemplativa: emergono sentori di cuoio, tabacco e tostature intense, mentre la struttura diventa granulosa e cristallina, con una profondità umami sorprendente.

L’Amarone nasce da un processo unico, l’appassimento delle uve, che concentra aromi e struttura attraverso la perdita d’acqua negli acini. Il risultato è un vino potente ma armonico, dove alcol, freschezza e tannino trovano equilibrio. Determinante anche il territorio della Valpolicella, protetto dai Monti Lessini e caratterizzato da vallate modellate dai corsi d’acqua, condizioni ideali per vini di grande complessità.

Tra i vini degustati, l’Amarone della Valpolicella DOCG 2020 di Famiglia Furia ha mostrato un profilo fragrante e speziato, con note di prugna, cacao e ciliegia sotto spirito, sostenute da una piacevole freschezza balsamica.

L’Amarone della Valpolicella DOCG 2018 di Torre di Terzolan si è distinto per profondità e maturità aromatica, con sentori di tabacco, terra bagnata e pasticceria, accompagnati da un tannino setoso.

Più scuro e compatto il “Mai dire Mai” 2015 di Famiglia Pasqua, caratterizzato da cenere, spezie e incenso, ma ancora sorprendentemente dinamico e fresco.

Di grande eleganza l’Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2014 di Secondo Marco, con note terziarie, frutta candita e caffè, sostenute da una trama tannica delicata e armoniosa.

Amarone in Capitale 2026 si conferma così un appuntamento centrale per la promozione del vino italiano, capace di unire cultura, divulgazione e piacere sensoriale. Roma diventa ancora una volta crocevia di territori e visioni, dove l’Amarone continua a raccontare l’anima profonda della Valpolicella.

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