Dove il mare incontra le colline, il vino dei Colli di Luni trova una delle sue espressioni più autentiche nell’Azienda Agricola Giacomelli. Una realtà che ha contribuito in modo decisivo a definire il volto contemporaneo del Vermentino di questo territorio, interpretandolo attraverso eleganza, tensione salina e forte identità minerale.

Alla guida dell’azienda c’è Roberto Petacchi, vignaiolo per scelta. Dopo gli studi da perito elettronico e un percorso universitario in scienze politiche, nel 1993 decide di trasformare una passione in progetto concreto, imbottigliando le prime mille bottiglie. Fino ad allora la famiglia produceva vino sfuso, secondo la tradizione contadina locale. Il nome Giacomelli, scelto per l’azienda, rende omaggio al nonno materno e sottolinea il legame con la memoria familiare.

Roberto e Tommaso Petacchi
Negli anni Novanta, nei Colli di Luni, il vino era ancora prevalentemente un uvaggio. Con il tempo il Vermentino ha assunto un ruolo centrale, affiancato da Trebbiano e Malvasia. Oggi l’azienda coltiva circa 12 ettari tra Castelnuovo Magra, Sarzana e Luni, con una netta prevalenza di vitigni a bacca bianca.

Il territorio emerge nei vini con un tratto stilistico preciso: freschezza, impronta sapida e mineralità. Caratteristiche che Giacomelli interpreta senza forzature, lasciando che sia il vigneto a parlare. Tra le parcelle più interessanti spicca Villa di Poggianti, dove è stato impiantato un clone di Vermentino “Corso”, scelto per la sua resistenza e capacità di adattamento.
Accanto a Roberto è già protagonista la nuova generazione rappresentata dal figlio Tommaso Petacchi, classe 2003 e studente di agraria. Il suo ingresso in azienda coincide con la nascita della linea “Tàoma”, progetto personale che segna un passaggio generazionale fondato su continuità e rinnovamento.
La degustazione conferma la versatilità del Vermentino secondo Giacomelli. Il Tàoma Colli di Luni Vermentino 2025 punta su immediatezza e tensione gustativa, con profumi di frutta tropicale e un sorso sapido e minerale, sostenuto da buona concentrazione ma sempre agile.
Il Pianacce, degustato nelle annate 2024 e 2025, evidenzia equilibrio e precisione. Il 2024 appare più essenziale ed elegante, mentre il 2025 amplia il profilo aromatico con delicate note di pesca e melone.
Interessante anche il campione di vasca del Boboli 2025, già caratterizzato da profumi floreali e fruttati, una bella tensione gustativa e una marcata impronta minerale.
È però con il Giardino dei Vescovi che emerge la capacità evolutiva del Vermentino. L’annata 2023 esprime macchia mediterranea, frutta gialla ed erbe aromatiche, sostenute da tensione e verticalità. Il confronto con il 2020 e soprattutto con il 2016 dimostra come il tempo arricchisca il vino di complessità, con sfumature fumé, agrumate e la tipica chiusura mandorlata. Una conferma di quanto il Vermentino, se lavorato con rigore, possa superare la dimensione del vino di pronta beva.
La produzione aziendale non si limita però ai bianchi. Il Rosato 2025 da Grenache in purezza si distingue per intensità aromatica ed equilibrio, tra note floreali, ciliegia e piccoli frutti rossi. Il Pergole Basse 2025, Merlot in purezza, mostra invece maggiore struttura, con richiami di macchia mediterranea, pepe nero e frutto, mantenendo sempre slancio e agilità.

Tra i vini più convincenti della degustazione emerge il Tàoma Rosso 2025, ottenuto prevalentemente da Grenache con Sangiovese e Merlot. Un rosso dinamico ed elegante, dove spezie, pepe, frutti rossi, visciola e arancia rossa si intrecciano in un profilo di grande equilibrio.
L’intera produzione di Giacomelli condivide una cifra stilistica chiara: vini precisi, eleganti e di grande bevibilità. Nessuna ricerca di potenza fine a sé stessa, ma equilibrio, tensione e rispetto del territorio. In questo senso, i Colli di Luni si confermano un’area sempre più interessante del panorama italiano, capace di offrire vini che coniugano freschezza e profondità espressiva.

