A pochi passi da quello che è, a tutti gli effetti, il tempio della scienza milanese, il vino trova una dimensione che va oltre la degustazione: diventa ricerca, percorso, sperimentazione. Proprio come accade nel mondo scientifico, anche nel vino l’eccellenza è il risultato di tentativi, intuizioni, errori e conquiste progressive.
In questa sintonia tra contenitore e contenuto si inserisce l’evento ideato da Civiltà del bere, che nella sua ultima edizione ha confermato non solo la solidità del format, ma anche la sua capacità di raccontare il vino italiano contemporaneo come un sistema in continua evoluzione.

Una festa milanese del vino, senza barriere
Giunto al traguardo dei dieci anni, Simply the Best ha trovato una formula rara: coniugare alta qualità e accessibilità, rigore selettivo e spirito conviviale.
L’edizione del 30 marzo ha riunito:
- 65 aziende
- 229 etichette in degustazione
- circa 750 visitatori
Un pubblico composito ma accomunato da competenza e curiosità: wine lover evoluti, sommelier, ristoratori, enotecari, buyer e professionisti della comunicazione. Non a caso, quattro partecipanti su dieci provenivano dal trade, a conferma della rilevanza dell’evento anche sul piano professionale.

Come ha sottolineato Alessandro Torcoli: Simply the best è diventata la grande festa milanese dei fine wines italiani”. Una festa, sì, ma senza esclusività sterile: qui l’eccellenza si condivide, si racconta, si mette a disposizione.
Il valore della selezione
A rendere Simply the Best un appuntamento unico è soprattutto il suo criterio di accesso. Non si tratta di una semplice rassegna, ma di una selezione rigorosa: le aziende partecipanti devono aver ottenuto riconoscimenti significativi dalle principali guide e competizioni enologiche.
Il risultato è un vero e proprio parterre de rois del vino italiano, dove ogni calice rappresenta un vertice qualitativo.

Tra i protagonisti, nomi iconici come:
- Marchesi Frescobaldi
- Donnafugata
- Planeta
- Argiano
- Pio Cesare
- Elena Walch
Accanto a loro, una costellazione di realtà consolidate e dinamiche, a testimoniare la straordinaria varietà del vigneto Italia.
Il vino raccontato da chi lo fa
Uno degli elementi più apprezzati resta la presenza diretta dei produttori, molti dei quali scelgono di stare personalmente dietro al banco. Un dettaglio che trasforma la degustazione in dialogo autentico, accorciando le distanze tra chi il vino lo crea e chi lo vive.
Milano, capitale del gusto contemporaneo
Non è un caso che tutto questo accada a Milano. La città, sempre più crocevia internazionale del gusto, si conferma palcoscenico ideale per un evento che unisce business e piacere, competenza e glamour.
Simply the Best incarna perfettamente questa doppia anima: da un lato piattaforma professionale, dall’altro esperienza immersiva, fatta di incontri, scoperte e nuove narrazioni.

Verso il 2027
Dopo il successo dell’ultima edizione, l’appuntamento è già segnato in agenda: marzo 2027.
Con una formula ormai consolidata ma capace di rinnovarsi, Simply the Best continua a interpretare – e in parte a guidare . l’evoluzione del vino italiano contemporaneo.
Perché se è vero che il vino è cultura, è altrettanto vero che eventi come questo ne rappresentano la sua espressione più viva e condivisa.
