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Pinot Nero e Classese: l’Oltrepò Pavese celebra 160 anni di storia e guarda al futuro

“Oltrepò: Terra di Pinot Nero” è l’evento organizzato dal Consorzio Classese Oltrepò Pavese che si terrà il 21 e 22 settembre 2025 a Golferenzo: un appuntamento pensato come momento di incontro e approfondimento tra produttori, stampa, operatori del settore e, per la prima volta, anche il pubblico degli appassionati.

L’Oltrepò Pavese compie un passo decisivo nella sua storia vitivinicola. Nel 2025 ricorrono i 160 anni dalle prime bottiglie di Metodo Classico spumantizzate a Rocca de’ Giorgi nel 1865, una data che segna la nascita delle bollicine in questa terra. Oggi, a distanza di oltre un secolo e mezzo, i produttori scelgono di guardare avanti con una visione comune e ambiziosa: fare del Pinot Nero il cuore pulsante di una denominazione rinnovata, che si chiamerà Classese.

Classese, la nuova identità del Metodo Classico

A febbraio, l’assemblea del Consorzio ha approvato quasi all’unanimità un nuovo disciplinare per la DOCG che introduce il nome Classese. Non è un semplice cambio di etichetta, ma un atto che vuole proiettare l’Oltrepò Pavese in una dimensione internazionale più forte e riconoscibile. L’obiettivo è chiaro: diventare la prima denominazione al mondo dedicata esclusivamente al Metodo Classico da uve Pinot Nero vinificate in bianco, il cosiddetto Blanc de Noirs. Una scelta che valorizza la vocazione storica del territorio e al tempo stesso lo rende unico.

Il Pinot Nero, anima dell’Oltrepò

Con oltre 3.000 ettari coltivati, il Pinot Nero è il vitigno simbolo dell’Oltrepò Pavese. È qui che trova un habitat naturale capace di esaltarne eleganza, struttura e versatilità: in rosso regala vini di carattere e finezza, in bianco diventa la base ideale per bollicine di livello assoluto.
La doppia anima di questo vitigno rappresenta da sempre la ricchezza dell’Oltrepò. Oggi, però, la scelta di puntare sul Blanc de Noirs e sul nome Classese segna la volontà di esprimere un’identità netta, immediatamente riconoscibile, che possa competere con le grandi tradizioni spumantistiche europee.

Golferenzo, palcoscenico di un nuovo corso

Per raccontare questa svolta, il Consorzio Classese ha scelto una cornice suggestiva: il borgo medievale di Golferenzo, annoverato tra “I Borghi più belli d’Italia”. Qui, il 21 e 22 settembre, andrà in scena la quinta edizione di “Oltrepò: Terra di Pinot Nero”.
L’evento – nato come momento di confronto tra produttori, stampa e operatori – apre per la prima volta le porte anche agli appassionati. Domenica 21 settembre, dalle 10.30 alle 18, sarà possibile degustare le etichette di 30 cantine, incontrare i vignaioli e scoprire la nuova visione del territorio. I biglietti sono acquistabili online (35 euro, 25 per soci AIS, FISAR, ONAV e studenti).

Tradizione che si rinnova

La manifestazione sarà l’occasione per mettere a fuoco i due grandi pilastri della viticoltura locale: il Pinot Nero vinificato in rosso e il Metodo Classico destinato a diventare Classese. Due facce della stessa medaglia, che raccontano radici profonde e una storia fatta di qualità, lavoro e passione.

Un futuro da protagonisti

Con il lancio del Classese e la celebrazione dei 160 anni del Metodo Classico, l’Oltrepò Pavese compie una scelta coraggiosa: trasformare la sua vocazione in un progetto identitario forte, capace di distinguersi sul mercato e di attrarre l’attenzione internazionale.
Il Pinot Nero non è solo il vitigno principe di queste colline, ma diventa la chiave per scrivere una nuova pagina di storia. Una scommessa che intreccia memoria e innovazione, e che vede nell’Oltrepò non solo una terra di vino, ma un laboratorio di futuro.

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