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WOW! Milano, cinque lunedì per brindare al vino italiano

All’Enoluogo di Civiltà del bere tornano le cinque giornate dedicate ai vini premiati da WOW! The Italian Wine Competition 2026. Cinquanta cantine, degustazioni e incontri in un’atmosfera informale, dove il piacere di ritrovarsi accompagna quello di scoprire nuove etichette.

L’indirizzo è già una dichiarazione d’intenti: Enoluogo. Un nome che sembra inventato apposta per ricordarci che il vino ha bisogno di un luogo in cui essere assaggiato, condiviso e discusso. Meglio ancora se intorno a un calice si ritrovano produttori, sommelier, giornalisti e amici che hanno sempre qualcosa da raccontarsi.

A Milano, dal 26 ottobre al 30 novembre, questo indirizzo diventa il punto d’incontro delle cinque giornate WOW!, l’appuntamento autunnale organizzato da Civiltà del bere per presentare al pubblico i vini premiati nell’edizione 2026 di WOW! The Italian Wine Competition.

Cinque lunedì, cinquanta aziende vinicole italiane e una selezione di etichette che attraversa territori e denominazioni. Il calendario comprende il 26 ottobre e il 2, 9, 16 e 30 novembre, con una formula che lascia spazio alla degustazione e, soprattutto, al piacere di incontrarsi.

Perché diciamolo: il clima di festa non è necessariamente il migliore per un approfondimento tecnico. Le conversazioni si intrecciano, qualcuno ti chiama dall’altra parte della sala, un produttore ti presenta un nuovo vino e un amico che non vedevi da mesi ti trattiene per un saluto. Il tempo per concentrarsi su ogni sfumatura del bicchiere inevitabilmente si accorcia. Ma è proprio questa atmosfera a rendere piacevoli appuntamenti come WOW! Milano.

Si assaggia, si fanno domande, si scambiano impressioni. Si incontrano persone che lavorano nel vino e che, per una volta, possono raccontare ciò che fanno senza la formalità di una presentazione o i tempi serrati di una masterclass. E magari si scopre un’etichetta che meriterà un secondo assaggio, con tutta la calma necessaria.

Il vino premiato, il vino da conoscere

Alle spalle dell’atmosfera conviviale c’è il lavoro di selezione di WOW! The Italian Wine Competition, giunta alla nona edizione. La competizione, ideata da Civiltà del bere e presieduta dal direttore Alessandro Torcoli, si distingue per l’attenzione riservata alla tipicità, valutata insieme alla qualità attraverso degustazioni alla cieca condotte da esperti conoscitori dei territori di provenienza.

Un criterio interessante, soprattutto in un panorama enologico nel quale il riconoscimento delle caratteristiche territoriali continua a rappresentare un tema centrale.

«In nove edizioni WOW! si conferma una competizione ambita dalle Cantine che hanno la chance di dare lustro ai propri vini», sottolinea Torcoli, recentemente insignito della prima edizione del premio AIS Storie di Vitae per la comunicazione.

Durante gli incontri milanesi sarà possibile degustare le etichette premiate con le medaglie WOW! 2026, i Best in Class, gli Ambasciatori del territorio e i vini che hanno ricevuto il Premio Tipicità. Accanto ai riconoscimenti ufficiali troveranno spazio anche alcuni vini promessa, referenze sulle quali le aziende stanno investendo e che offrono uno sguardo sulle loro scelte produttive.

Cinquanta cantine, cinque occasioni per ritrovarsi

Il programma propone una rappresentanza ampia del vigneto italiano, con aziende storiche e realtà che hanno costruito negli anni un proprio percorso.

Dal mondo delle bollicine alle grandi denominazioni dei rossi, dai bianchi del Nord-Est ai vini delle isole, la successione degli appuntamenti permette di comporre un itinerario enologico senza lasciare Milano.

Tra i protagonisti figurano Cantina Tramin, Lis Neris, Speri, Pasqua Vini, Peter Zemmer, Marilisa Allegrini con Poggio al Tesoro e San Polo, Castello di Cigognola, Argiano, Cusumano, Venica & Venica, Quintodecimo, Umani Ronchi, Barone Pizzini, Cesarini Sforza e Colterenzio, insieme a numerose altre aziende.

La formula distribuisce le presenze su cinque giornate, evitando la concentrazione di un grande banco d’assaggio e offrendo maggiori opportunità di conversazione con i produttori.

E qui torna il senso di quel nome, Enoluogo. Perché un’enoteca può essere un indirizzo dove acquistare una bottiglia, ma può diventare anche uno spazio in cui il vino alimenta relazioni e nuove curiosità. Un posto dove fermarsi qualche minuto in più del previsto, dove un assaggio suggerisce una visita in cantina e dove le persone finiscono per essere importanti quanto le etichette.

L’aperitivo milanese incontra il mondo del vino

C’è qualcosa di piacevolmente milanese nella scelta del lunedì pomeriggio. La settimana è appena cominciata, le agende sono già piene, eppure si trova il tempo per una parentesi dedicata al vino.

Dalle 15.30 alle 17.30 gli incontri sono riservati a stampa, operatori del settore e sommelier professionisti. Dalle 17.30 alle 19.30 le porte si aprono anche agli appassionati e ai wine lover accreditati. La partecipazione è gratuita, previa registrazione.

Il bello di queste giornate è proprio la loro dimensione informale. Non serve affrontare ogni calice come un esame, né compilare necessariamente una scheda di degustazione. Si può ascoltare un produttore, chiedergli come sia andata l’ultima vendemmia, parlare di un territorio che si conosce oppure di uno che si vorrebbe visitare.

L’approfondimento tecnico avrà altre occasioni e altri tempi. Qui prevale il piacere della convivialità, con la possibilità di avvicinare direttamente chi il vino lo produce.

Del resto, il vino vive anche di queste occasioni: incontri che nascono intorno a una bottiglia e proseguono ben oltre l’ultimo assaggio.

E se alla fine del pomeriggio ci si accorge di aver parlato quasi quanto si è degustato, forse significa che l’Enoluogo ha fatto bene il suo mestiere. Perché un clima così fa bene al vino. E anche a chi lo ama.

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