I vigneti scendono lungo il crinale di una collina e sembrano avvolgere il paesaggio in un abbraccio. Attorno si dispiega la scenografia classica delle colline fiorentine: cipressi che disegnano le strade bianche, casali antichi che raccontano secoli di storia, e quell’armonia tra natura e lavoro umano che dal Medioevo al Rinascimento ha costruito l’identità di questa terra.

È qui che prende forma il progetto di Podere Ema, guidato da Enrico Calvelli, anima e “capitano” di una realtà che oggi conta circa 13 ettari vitati, con altri tre in fase di nuovo impianto. Ma la dimensione del progetto non si misura solo in ettari. Si misura soprattutto nella visione. Calvelli ha scelto di dedicare il suo lavoro alla riscoperta dei vitigni autoctoni, alcuni dei quali erano stati quasi dimenticati quando il mercato privilegiava varietà internazionali. La sua è una ricerca paziente, non priva di difficoltà: reperire le barbatelle di queste varietà storiche è spesso complicato, ma la convinzione che custodiscano l’identità più autentica del territorio rende il percorso ancora più significativo.

Il Sangiovese resta il principe indiscusso, ma accanto a lui trovano spazio uve meno conosciute come Foglia Tonda, Barsaglina e Morellone, varietà che qui tornano a raccontare la loro storia.
I vigneti si distendono lungo una valle che circonda la cantina con esposizioni che vanno da nord-est fino a sud. I terreni, ricchi di calcare e argilla, donano ai vini freschezza e una buona concentrazione polifenolica. In cantina, invece, una parte importante del lavoro avviene nelle tradizionali giare di terracotta dell’Impruneta, che favoriscono una micro-ossigenazione delicata capace di esaltare precursori aromatici, polifenoli e antociani, lasciando talvolta emergere una lieve e affascinante sensazione ferrosa, quasi ematica.

Ad accogliermi con grande cordialità c’è Sara Cintelli, responsabile dell’ospitalità, che accompagna gli ospiti alla scoperta non solo dei vini ma anche della filosofia dell’azienda.

Uno degli aspetti più originali di Podere Ema è infatti il percorso immersivo dedicato alla storia del vino. La visita in cantina diventa una vera esperienza sensoriale grazie a un progetto multimediale che utilizza video e proiezioni sulle pareti della cantina. Le animazioni di Dante Alighieri e Virgilio accompagnano i visitatori in un viaggio narrativo che parte dalla storia della viticoltura fiorentina per arrivare alle tecniche di vinificazione contemporanee.
È un racconto coinvolgente, quasi teatrale, che intreccia cultura, storia e vino: le due celebri figure della Divina Commedia guidano idealmente il visitatore attraverso i secoli, spiegando come si sia evoluta la viticoltura in questo territorio e come tradizione e innovazione possano dialogare ancora oggi. Un modo originale e istruttivo per entrare nello spirito della cantina prima ancora di arrivare alla degustazione.
La degustazione
Il percorso si conclude naturalmente nel bicchiere, dove la filosofia di Podere Ema prende forma concreta.

Xenoi 2023
Chardonnay, Viognier e Petit Manseng in parti uguali. Nel calice appare di un giallo paglierino luminoso con riflessi verdolini. Il naso è delicato e floreale, con richiami alla genziana, ai fiori bianchi e alle erbe aromatiche. In bocca emerge una freschezza agrumata che accompagna verso un finale sorprendente, con note di miele millefiori e una lieve sensazione di mandorla amara.
Bianco Toscana IGT 2024
Trebbiano (60%) e Malvasia del Chianti (40%), affinato quattro mesi sulle fecce fini. Il profilo olfattivo è morbido e avvolgente, tra fiori, erbe officinali, crosta di pane e pasticceria. Il sorso invece cambia registro: entra deciso, verticale, con una freschezza agrumata che conduce a un finale nuovamente segnato dalla mandorla amara.
Rosato Toscana IGT – Foglia Tonda
Solo 1.800 bottiglie per questo rosato da breve contatto a freddo con le bucce. Il colore è quello elegante della buccia di cipolla. Al naso emergono rosa canina, fiori e frutta fresca croccante. In bocca si distingue per equilibrio ed eleganza: fresco, lungo, con una chiusura sapida leggermente amaricante che invita immediatamente al sorso successivo.
Chianti Superiore 2021
Sangiovese con una piccola quota di Colorino e un tocco di Trebbiano e Malvasia del Chianti. Il colore lascia intuire una maturità evolutiva, ma naso e bocca raccontano ancora la vitalità del Sangiovese: frutto fresco, equilibrio e una bella armonia gustativa.
Foglia Tonda 2021
Quattromila bottiglie numerate a mano, con 35 giorni di macerazione e un affinamento di un anno in anfora seguito da un anno in bottiglia. Il colore è scuro e profondo. Al naso emergono frutti di bosco maturi e confettura di mora. Il sorso è fresco, sapido e minerale, con una trama che si distende nel tempo rivelando una crescente piacevolezza di beva.
Foglia Tonda 2015
Un’espressione più evoluta e complessa del vitigno: amarena matura, mora e ribes si intrecciano con pepe nero, chiodi di garofano, note di china ed erbe aromatiche.
Nocchino 2019
Assemblaggio originale: 60% Sangiovese affinato in botte grande, 30% Foglia Tonda in anfora e 10% Colorino in acciaio, poi riuniti e affinati in cemento e successivamente in bottiglia. Il colore è granato scuro. Al naso emergono note vegetali, erbe aromatiche e spezie come il pepe nero. In bocca entra con un frutto pieno di ciliegie mature e frutti di bosco, sostenuto da freschezza e da un tannino setoso che ne rende la beva particolarmente piacevole.
Nocchino 2021
Ancora giovane ma già promettente: il frutto è nitido e croccante, il sorso dinamico e armonioso lascia intuire un’ottima capacità di evoluzione. Lasciando Podere Ema ho avuto la sensazione che questo luogo non sia soltanto una cantina, ma un laboratorio di memoria. Qui il vino diventa uno strumento per recuperare storie dimenticate, vitigni antichi e identità territoriali che rischiavano di scomparire.

