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Querciabella, tre Gran Selezione per raccontare il territorio

Da Greve, Radda e Lamole le nuove interpretazioni del Sangiovese nate da quasi vent’anni di ricerca.

Prima che Greve, Radda e Lamole diventassero nomi destinati a comparire sulle etichette delle Gran Selezione, erano soprattutto luoghi da osservare, interpretare e comprendere. È da questa volontà di studiare il comportamento del Sangiovese nei diversi contesti del Chianti Classico che nasce il progetto che oggi Querciabella presenta attraverso tre nuove Gran Selezione 2021.

La loro storia, però, non comincia con l’ultima vendemmia. Affonda le radici nel 2007, quando l’azienda della famiglia Castiglioni aveva già intuito che il futuro del Chianti Classico sarebbe passato attraverso il riconoscimento delle identità territoriali e la valorizzazione delle singole aree vocate. Un’intuizione maturata ben prima dell’introduzione della categoria Gran Selezione nel 2014 e del riconoscimento ufficiale delle Unità Geografiche Aggiuntive nel 2021.

Da allora Querciabella ha costruito un lungo percorso di osservazione, microvinificazioni e degustazioni comparative, guidato da un concetto che da sempre ispira la filosofia aziendale: il Genius Loci, lo spirito del luogo. L’obiettivo non era semplicemente produrre vini diversi, ma comprendere come suoli, altitudini, esposizioni e microclimi potessero influenzare il carattere del Sangiovese.

Il territorio è quello delle colline del Chianti Classico dove affondano le radici dei vigneti aziendali: Greve in Chianti, tra Ruffoli e Lamole, e Radda in Chianti. Una mosaico di suoli, altitudini ed esposizioni differenti che nel tempo ha permesso all’azienda di approfondire la conoscenza delle diverse espressioni territoriali del vitigno.

Un patrimonio costruito parcella dopo parcella

Il progetto prende forma concretamente nel 2010, quando vengono avviate le microvinificazioni delle singole parcelle aziendali. Decine di vigneti vengono vinificati separatamente per studiarne il comportamento e individuarne le peculiarità.

A rendere possibile questo lavoro contribuiscono l’ingresso dell’enologo Manfred Ing e la consulenza di Luca Currado Vietti, insieme a una revisione delle pratiche di cantina che privilegia fermentazioni in piccoli contenitori, macerazioni più lunghe, uso misurato del legno nuovo e affinamenti in grandi botti.

Nel corso degli anni si accumula così un patrimonio unico di conoscenze e di vini. Le vinificazioni realizzate tra il 2007 e il 2020 non rimangono infatti semplici esperimenti: vengono conservate e catalogate nelle cantine aziendali, dando vita al progetto “Sangiovese da Singola Origine”, una collezione di IGT Toscana provenienti da singole parcelle e prodotti in pochissime migliaia di bottiglie. Veri e propri predecessori delle nuove Gran Selezione, capaci di documentare l’evoluzione del Sangiovese nei diversi territori che sarebbero poi diventati le attuali UGA.

Oggi questo lungo lavoro trova la sua espressione più compiuta nelle nuove Gran Selezione 2021, prodotte in circa 2.600 bottiglie ciascuna e disponibili sui mercati internazionali dalla primavera 2026.

Greve 2021, equilibrio e profondità

Nei vigneti di Ruffoli, nel comune di Greve in Chianti, il Sangiovese cresce su suoli di galestro, arenaria e argilla. Le vigne si estendono tra i 350 e i 600 metri di altitudine e danno origine a un vino che interpreta il territorio attraverso equilibrio ed eleganza.

Al naso emergono note di susina accompagnate da richiami balsamici e mentolati che ne amplificano la profondità. Il sorso è armonico, composto e sostenuto da tannini perfettamente integrati, in un insieme che privilegia la misura e la precisione.

Radda 2021, tensione e struttura

A Radda in Chianti i vigneti si trovano tra i 400 e i 450 metri di quota, in un contesto climatico più fresco che favorisce maturazioni lente e progressive.

Il risultato è un Sangiovese di maggiore energia e struttura, caratterizzato da un profilo più scuro e profondo. La trama tannica è ancora giovane e dinamica, mentre il quadro aromatico si sviluppa attraverso note di frutta rossa, spezie e richiami floreali. È il vino che più evidenzia la componente verticale e la capacità evolutiva del territorio.

Sa-La 2021, l’anima di Lamole

Sa-La, acronimo di Sangiovese-Lamole, anticipa già nel nome il legame con l’UGA che comparirà in etichetta dalle prossime vendemmie.

Nasce da vigneti posti fino a 600 metri di altitudine sui tipici terrazzamenti di Lamole, dove prevalgono i suoli sabbiosi derivati dal Macigno del Chianti. Qui il Sangiovese assume una personalità particolarmente raffinata e luminosa.

I profumi richiamano la viola, il lampone e il mirtillo, mentre il sorso si distingue per la componente minerale e ferruginosa che ne sostiene la progressione. È la versione più eterea, vibrante e floreale delle tre, caratterizzata da una notevole eleganza e da una marcata tensione gustativa.

Una storia che guarda avanti

La presentazione delle nuove Gran Selezione coincide anche con la valorizzazione del patrimonio storico custodito dall’azienda. Querciabella ha infatti deciso di rendere disponibili, in edizioni limitatissime destinate a collezionisti e appassionati, alcune delle bottiglie provenienti dal progetto “Sangiovese da Singola Origine”, complete delle indicazioni relative alle singole parcelle di provenienza.

Un patrimonio di memoria che permette di leggere l’evoluzione di un’intuizione nata quasi vent’anni fa e oggi trasformata in realtà.

Fondata nel 1974 da Giuseppe “Pepito” Castiglioni a Ruffoli, nel comune di Greve in Chianti, Querciabella è oggi guidata da Mita Castiglioni e può contare su 94 ettari vitati tra Chianti Classico e Maremma.


Se vini come Camartina e Batàr hanno contribuito a costruirne la reputazione internazionale, le nuove Gran Selezione testimoniano la continuità di una visione che non ha mai smesso di interrogarsi sul territorio e sulle sue potenzialità espressive. Oggi quella ricerca trova una nuova sintesi in tre vini che raccontano non solo tre areali del Chianti Classico, ma anche la capacità di leggere il futuro partendo dall’osservazione attenta dei luoghi.

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