Con Polifonie, Barone Pizzini inaugura una nuova modalità di relazione con il territorio: non un semplice progetto espositivo, ma una vera pratica d’ascolto. L’obiettivo è dare voce a una dimensione estetica impalpabile come il suono, capace di interpretare i valori fondativi dell’azienda – sostenibilità, tutela ambientale, rispetto della natura – che hanno reso Barone Pizzini la prima cantina in Franciacorta a produrre biologico. Non si tratta di mecenatismo, né di una collezione d’arte destinata a decorare gli spazi della tenuta: Polifonie è un progetto perfettamente integrato nel sistema valoriale della cantina, pensato come un organismo vivo, dinamico, partecipativo. Un dispositivo che non si limita a essere osservato, ma che chiede interazione, movimento, relazione, contaminazione.

Mantulì: ascoltare l’anima della terra
La prima opera inaugurale del progetto si intitola Mantulì, dal nome della brezza mattutina che attraversa le valli del Lago d’Iseo. Creata da Enrico Ascoli e Hilario Isola, nasce da una ricerca che esplora la dimensione sonora dei processi naturali, spinta da principi ecologisti e dall’urgenza di indagare i temi etici legati al paesaggio. La scultura sonora appare imponente, misteriosa, sospesa tra memoria agricola e immaginario mitico, come suggerisce anche lo scatto pubblicato da Enrico Ascoli: la superficie metallica, usurata, quasi animale, richiama un corpo rituale, un’armatura arcaica, o un antico strumento rurale trasformato in creatura acustica.

L’opera che vibra
Mantulì non è un oggetto, è una presenza: è una scultura sonora site-specific, concepita solo per questa cantina e per questo territorio: una doppia struttura accoppiata con trombe rivolte verso l’alto, che sembra oscillare tra stemma araldico, macchina agricola e creatura naturale. L’opera respira grazie all’aria: quando il vento attraversa le canne interne, genera suoni profondi, armonici, simili agli accordi di un organo, capaci di dialogare con l’eco dei locali di vinificazione e con il silenzio del vigneto. Una brezza polifonica che si muove tra botti, barrique, acciaio, foglie e grappoli, restituendo allo spazio un paesaggio sonoro inedito.


Il gesto e lo spazio
Nel luglio 2025, Ascoli e Isola hanno realizzato una performance senza pubblico tra i filari di Pian delle Viti: indossando le sculture sonore come una seconda pelle, trasformando il corpo in strumento e il camminare in vibrazione. Il drone che ha ripreso la scena dall’alto ha catturato il movimento, l’aria, la luce e il suono in un’unica traiettoria. La videoinstallazione risultante è oggi visibile negli spazi alti della cantina, insieme ai disegni e agli acquerelli che illustrano l’origine del progetto.
Una cultura dell’ascolto
Polifonie mette in risonanza tre elementi: la terra, il gesto, il suono. Traducendo, una filosofia produttiva in esperienza artistica. È un progetto che non chiede solo di guardare, ma di ascoltare. Di entrare dentro il paesaggio. Di riconoscerne il respiro. È la voce della natura che prende forma. E che invita a far parte della sua armonia.
La serata inaugurale e la cena di gala
La presentazione ufficiale di Mantulì si è tenuta il 21 novembre 2025 presso la sede di Barone Pizzini a Provaglio d’Iseo, dove Silvano Brescianini ha accolto gli ospiti all’interno della cantina, guidandoli alla scoperta dell’opera e dei suoi spazi sonori.

Il taglio del nastro è avvenuto direttamente in cantina, alla presenza degli autori, Enrico Ascoli e Hilario Isola, in un momento condiviso che ha reso simbolico e tangibile l’avvio del progetto Polifonie. A seguire, la cena di gala curata dai Fratelli Spigaroli ha rappresentato un ulteriore rito di incontro e condivisione: una celebrazione delle eccellenze gastronomiche e vinicole del territorio, accompagnata dalla degustazione dei vini di punta della cantina. Dall’Animante Lungo Affinamento (7 anni sui lieviti) al Bagnadore Rosé, per chiudere con il rosso San Carlo Igt Sebino, ogni calice ha raccontato una tappa dell’identità produttiva di Barone Pizzini, in perfetta sintonia con la visione culturale espressa dall’opera.





