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Cinque Terre nel calice

Il 3 ottobre la Via dell’Amore diventa una strada del vino affacciata sul mare. Ventiquattro produttori, tre ore di degustazione e un paesaggio che nel bicchiere racconta molto più di una denominazione.

Bere il paesaggio

Per una volta sulla Via dell’Amore non si andrà soltanto per guardare il mare. Sabato 3 ottobre, dalle 17 alle 20, il tratto sospeso tra Riomaggiore e Manarola accoglierà la prima edizione de “I Vini dell’Amore”: 23 cantine dell’Associazione Viticoltori delle Cinque Terre insieme alla Cantina Sociale delle Cinque Terre, per un totale di 24 produttori.

Il format è semplice e, proprio per questo, efficace: camminare, assaggiare, incontrare chi il vino lo produce. Con il Mediterraneo sotto gli occhi e alle spalle quei terrazzamenti che spiegano le Cinque Terre molto meglio di qualsiasi cartolina.

Il vino qui costa fatica

Alle Cinque Terre la vigna non concede scorciatoie. Pendenze, appezzamenti minuscoli, muri a secco, gradini, roccia e pochissimo spazio per la meccanizzazione rendono ogni vendemmia una questione di gambe, mani e ostinazione.

È questa la parte del territorio che spesso sfugge a chi arriva, fotografa e riparte. Dietro uno dei paesaggi italiani più celebrati nel mondo esiste infatti un lavoro agricolo quotidiano che ne garantisce la sopravvivenza. Senza vigneti coltivati e senza chi continua a occuparsene, cambierebbe anche ciò che milioni di visitatori vengono fin qui a vedere.

Oltre la cartolina

«L’agricoltura delle Cinque Terre ha contribuito a costruire il paesaggio e continua materialmente a tenerlo in piedi», sottolinea Fabrizia Pecunia, sindaca di Riomaggiore. Una frase che mette a fuoco il punto: qui produrre vino significa anche presidiare il territorio.

«Ogni volta che un terreno viene abbandonato perdiamo una produzione, un pezzo di territorio curato, una competenza e una presenza stabile. Per questo dobbiamo sostenere il lavoro degli agricoltori, i cui effetti appartengono a tutti».

E il turismo entra inevitabilmente nella partita. Perché se il paesaggio genera valore, una parte di quel valore deve poter tornare a chi continua a coltivarlo e a mantenerlo.

Ventiquattro modi di essere Cinque Terre

Riomaggiore, Manarola, Vernazza, Monterosso, Volastra. Lungo la Via dell’Amore si incontreranno produttori diversi per dimensioni, storie e interpretazioni, ma accomunati da una geografia che detta le regole prima ancora dell’enologo.

Nel calice saranno soprattutto i bianchi del territorio a raccontare questa identità. Produzioni inevitabilmente contenute, nate da parcelle spesso piccolissime e da una viticoltura che richiede una quantità di lavoro difficile da comprendere finché non si osservano quei vigneti dal basso verso l’alto.

Il valore dell’appuntamento sta anche qui: non una batteria anonima di bottiglie, ma produttori con cui parlare, confrontarsi e capire cosa significhi davvero fare vino in questi luoghi.

Alzare lo sguardo

«In uno dei luoghi più conosciuti arrivano i vini che raccontano ciò che spesso il visitatore non vede, quel paesaggio che richiede di alzare lo sguardo», osserva Lorenzo Viviani, presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Il vino diventa così un modo diverso per leggere ciò che si ha davanti. Mare, roccia, vegetazione e presenza dell’uomo non sono elementi separati: stanno nello stesso paesaggio e, in qualche modo, finiscono nello stesso bicchiere.

Viviani parla di «assaggio di un paesaggio collettivo». Ed è probabilmente la definizione che restituisce meglio il senso della giornata.

Chi ci sarà

Alla prima edizione de “I Vini dell’Amore” parteciperanno Cantina Cinque Terre, Finis Terrae, Bojon, I Magnati, Missanega, Zaneto, Il Foresto di Vernazza, Tenuta Zorza, Cantine Litàn, Mönte d’arvï, Cà Bertani, La Bottega di Vernazza, Vétua, Cantina Bordone, Eroico, BarCa, Cantina Crovara, Buranco, Principe di Vettora, U Lüstru, Cián du Giorgi Winery, Possa, Stella di Lemmen e Forlini Cappellini.

Ventiquattro voci per un territorio minuscolo sulla carta e sorprendentemente articolato quando lo si mette nel bicchiere.

Appuntamento sul mare

“I Vini dell’Amore” si terrà sabato 3 ottobre, dalle 17 alle 20, con ingresso alla Via dell’Amore sia da Riomaggiore sia da Manarola.

Per l’occasione il percorso sarà accessibile gratuitamente dalle 16 alle 20. La degustazione avrà un costo di 30 euro, più 5 euro di cauzione per il calice.

Tra Riomaggiore e Manarola la distanza è breve. Il 3 ottobre, però, il punto non sarà arrivare dall’altra parte. Sarà fermarsi. E capire quanta terra, quanta pietra e quante mani possono stare dentro un bicchiere.

Photo credit: Davide Crovara e cinque terre.it

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