Prima il beat, poi il Nebbiolo
Un DJ set in Piazza Garibaldi, Ema Stokholma alla console e una città pronta a cambiare ritmo. ViVa, Vini Valtellina 2026 comincia da qui, venerdì 11 settembre alle 21, con una novità che racconta bene la direzione scelta per la seconda edizione della manifestazione: il ViVa Opening Party.

La musica accende Sondrio e apre quattro giornate nelle quali il vino esce dalla sola dimensione della degustazione per incontrare città, paesaggio, cucina, movimento e divertimento. Una partenza decisamente pop per un territorio che nel calice custodisce invece una storia antica, scritta sui terrazzamenti e affidata soprattutto alla Chiavennasca, il Nebbiolo delle Alpi.
La combinazione funziona proprio perché gioca con i contrasti: montagna e consolle, muretti a secco e musica, calici e piazza. ViVa alza il volume, senza abbassare il livello.
Sondrio diventa una grande sala di degustazione
Sabato 12 settembre il ritmo cambia, ma non rallenta. Dalle 10 si parte alla scoperta del territorio con trekking tra i vigneti terrazzati, tour in e-bike, visite guidate e itinerari nel centro di Sondrio.

Dalle 14.30 alle 19.30 saranno invece i palazzi storici e alcuni dei luoghi più caratteristici della città a ospitare le cantine. Sondrio diventerà così una grande degustazione diffusa, con i produttori presenti ai banchi d’assaggio e le nuove annate aziendali da scoprire in anteprima.
Una formula che ha il pregio di mettere insieme vino e luogo. Si assaggia, certo, ma nel frattempo si attraversa la città, si entra nei suoi spazi, si incontrano direttamente le persone che quel vino lo producono. Il racconto passa così dal bicchiere alle strade e dalle etichette ai volti.
Nebbiolo, please
Alle 19 tutti nuovamente in Piazza Garibaldi per ViVa Nebbiolo. Musica, cibo e calici riportano la manifestazione in una dimensione più informale, aperta non soltanto agli addetti ai lavori e agli appassionati, ma alla città.
Il Nebbiolo delle Alpi si prende il centro della scena e abbandona per una sera qualsiasi soggezione da degustazione tecnica. Per conoscerlo non serve necessariamente sedersi davanti a una scheda: si può anche brindare, parlare, ascoltare musica e ordinare un altro calice.
In fondo, il vino è serio. Ma non è obbligatorio essere seriosi per raccontarlo.
Domenica, tutti in cantina
Domenica 13 settembre cambia ancora lo scenario. Questa volta sono le aziende vitivinicole ad aprire le porte, con un calendario di appuntamenti su prenotazione che porta il pubblico direttamente là dove il vino nasce.
Picnic e pranzi tra i vigneti, degustazioni, passeggiate nei filari, visite in cantina, percorsi d’arte, show cooking e attività outdoor compongono una giornata da costruire scegliendo il proprio itinerario.

È probabilmente uno dei modi più immediati per capire la Valtellina del vino. Perché qui la bottiglia non può essere separata dalla geografia che l’ha generata: pendenze, esposizioni, pietra, terrazzamenti e una viticoltura estrema e coraggiosa che ha modellato il versante e continua a farlo.
Il lunedì è per chi il vino lo fa per mestiere
Dopo il weekend aperto al pubblico, lunedì 14 settembre ViVa parla agli operatori del settore. Dalle 10.30 alle 18.30, con ingresso gratuito su accredito, professionisti e stampa potranno partecipare ai banchi d’assaggio riservati e degustare le nuove annate presentate dalle aziende.
Il programma prevede anche momenti dedicati alla conoscenza della viticoltura di montagna e occasioni di networking tra produttori e professionisti della filiera.

È l’altra anima della manifestazione: quella che accanto alla festa mette il confronto, l’aggiornamento e il mercato. Perché una denominazione cresce anche quando riesce a creare occasioni nelle quali chi produce e chi racconta, vende, acquista e serve il vino può incontrarsi davvero.
Quaranta cantine, una montagna
Sono quaranta le aziende annunciate per l’edizione 2026: Agrilu, Alberto Marsetti, Aldo Rainoldi, Alfio Mozzi, Arpepe, Ascesa, Azienda Agricola Andreoli, Balgera, Cà Bianche, Cantina Menegola, Caven Camuna, Contadi Gasparotti, Coop. Agricola Triasso e Sassella, Dirupi, Dislivelli, F.lli Bettini, Francesco Folini, Giorgio Gianatti, La Grazia, La Perla, La Spia, La Trama, Le Strie, Luca Faccinelli, Mamete Prevostini/Convento San Lorenzo, Marcel Zanolari, Marco Ferrari, Marino Lanzini, Nicola Nobili, Nino Negri, Pizzo Coca, Plozza, Radìs, Retica Vini, Riter, Rupi del Nebbiolo, Sandro Fay, Tenuta Scerscé, Triacca e Vita Nova.
Nomi, dimensioni e interpretazioni differenti per raccontare una delle geografie vitivinicole più riconoscibili d’Italia.
Una Valtellina che cambia passo
ViVa è promossa dal Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina, in collaborazione con la Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina e Fondazione Provinea. Dietro il programma c’è però anche una precisa idea di destinazione.
La Valtellina del vino oggi vuole essere assaggiata, ma anche attraversata. Vuole portare il pubblico nei vigneti e nelle cantine, farlo camminare nelle città, sedere a tavola, ascoltare musica, incontrare chi lavora su questi versanti.
Il ViVa Opening Party con Ema Stokholma aggiunge quest’anno un tassello decisamente contemporaneo a questo racconto.
E allora sì: venerdì sera la Valtellina alza il volume. Da sabato, si alzano anche i calici.
