Written by 3:59 pm Affine, Eventi, Wine

Jesolo Gourmet Festival: l’incontro tra creatività e gusto

Tra alta cucina, vini d’autore e atmosfere vista mare, Jesolo si riscrive come destinazione del gusto contemporaneo.

Jesolo sa andare ben oltre la spiaggia, oltre il ritmo estivo degli ombrelloni ordinati e del mare che scandisce le giornate. È una Jesolo che profuma di cucina d’autore, di piatti costruiti con visione, di esperienze pensate per essere vissute lentamente, calice dopo calice.

È qui che prende forma con Jesolo Gourmet Festival, giunto alla sua seconda edizione, e sempre più riconoscibile come appuntamento chiave per chi cerca un’idea di gastronomia contemporanea, sofisticata e immersiva.

«Jesolo non è solo ombrelloni e spiagge, ma alta cucina, che è frutto di tante espressioni», racconta Marco Colognese, direttore creativo della manifestazione. Ed è proprio questa pluralità di linguaggi, di stili e di interpretazioni a costruire il carattere del festival.

Dal 15 al 17 e dal 22 al 24 maggio 2026, la città si trasforma in un elegante salotto diffuso del gusto, dove dodici ristoranti diventano palcoscenico per dodici cene d’autore, firmate da alcuni tra i più interessanti chef della scena italiana e internazionale. Non semplici eventi, ma esperienze costruite su misura, in cui ogni dettaglio – dalla materia prima al servizio – contribuisce a definire un racconto.

La vera cifra del festival è il dialogo. Tra territori, certo, ma soprattutto tra visioni. Gli chef ospiti entrano nelle cucine jesolane e le reinterpretano, creando una tensione creativa che si traduce in piatti capaci di sorprendere senza perdere radici. Tra i protagonisti: Anthony Genovese, Francesco Sodano, Isa Mazzocchi, Peppe Guida, Nicola Gronchi, Stefano Ciotti, Peter Brunel, accanto a nomi della scena internazionale come Jonathan Brincat e Massimiliano Delle Vedove.

Il risultato è un mosaico gastronomico contemporaneo, in cui tecnica, memoria e intuizione convivono in equilibrio.

Ma ogni grande esperienza di gusto ha bisogno di un compagno all’altezza. E qui entra in gioco il vino, non come semplice abbinamento, ma come parte integrante della narrazione.

«Il vino torna ad essere un compagno di viaggio: valorizza il piatto e il piatto aiuta il vino», sottolinea Adua Villa di Globetrotter Gourmet. Un’idea quasi cinematografica della tavola, dove ogni elemento dialoga, si completa, si esalta.

In questo scenario si inserisce perfettamente la presenza del Consorzio Tutela Vini Soave, che porta in degustazione un’interpretazione contemporanea del bianco italiano. «I nostri sono vini perfetti come compagni di tavola. Qui abbiamo l’eccellenza dei vini nell’interpretazione più moderna, con vini freschi, a contenuto alcolico limitato», spiega Lucia Vesentini. Una visione che incontra il gusto attuale: eleganza, bevibilità, precisione.

Jesolo Gourmet Festival diventa così qualcosa di più di una rassegna: è un viaggio sensoriale che attraversa cucine, territori e stili, mantenendo sempre al centro l’esperienza. Un’esperienza che si costruisce anche attraverso i luoghi: ristoranti affacciati sul mare, atmosfere curate, dettagli che fanno la differenza.

E poi c’è un altro elemento, meno visibile ma fondamentale: la visione strategica. Il festival nasce infatti con l’obiettivo di ridefinire il posizionamento di Jesolo, portandola sempre più verso un turismo evoluto, consapevole, legato al gusto e alla qualità. Un progetto condiviso tra pubblico e privato che guarda alla destagionalizzazione come opportunità e non come necessità.

Un menu a quattro mani anticipa lo spirito del festival tra tecnica, territorio e visione contemporanea

Prima ancora di arrivare a Jesolo, il viaggio nel gusto comincia altrove. A Milano, in un contesto raccolto e curato, prende forma un’anteprima che è già dichiarazione d’intenti: Jesolo Gourmet Festival si racconta attraverso un menu pensato per la stampa, dove ogni piatto diventa un manifesto della visione che guiderà l’edizione 2026.

Protagonisti di questo racconto a quattro mani sono Sander Wildenberg e Pablo Crivellaro, due chef diversi per percorso e sensibilità, ma perfettamente allineati nella capacità di trasformare la cucina in linguaggio contemporaneo.

Wildenberg, executive chef di Jolà Emotional Cuisine, porta con sé una traiettoria internazionale: «in testa l’Olanda, nei sogni il Giappone, il cuore regalato all’Italia». Una sintesi che si traduce in una cucina elegante, precisa, aperta alle influenze ma sempre coerente.

Crivellaro, chef di Zona d’Ombra, costruisce invece il suo percorso tra radici padovane e visione internazionale, con Venezia come punto di riferimento e la tradizione francese come base tecnica. Il suo è un approccio fatto di rigore, identità e contaminazioni contemporanee, dove ogni piatto nasce da un equilibrio calibrato.

Il menu pensato per Milano diventa così una vera anteprima del festival: non una semplice degustazione, ma un racconto strutturato del territorio e delle sue possibilità espressive.

Si apre con un crudo di mazzancolle nostrane, accompagnate da asparago bianco, limone fermentato, yogurt ed erba cipollina. Un piatto che gioca sulla freschezza e sulla tensione acida, costruito su contrasti misurati e pulizia gustativa.

Segue un classico reinterpretato, Risi e Bisi, dove il riso del Delta incontra piselli e seppia, arricchiti da patanegra e finocchietto marino. Qui la tradizione si espande, accogliendo influenze e costruendo una stratificazione più ampia, senza perdere leggibilità.

Il percorso prosegue con il baccalà dissalato, servito con cavolfiore bruciato, erbette selvatiche della laguna e beurre blanc. Un piatto più profondo, dove la componente grassa e le note tostate trovano equilibrio in una costruzione tecnica precisa.

A chiudere, la piccola pasticceria firmata Pinel, pensata come finale leggero e coerente, in linea con l’eleganza dell’intero percorso.

Accanto ai piatti, il vino gioca un ruolo centrale nella costruzione dell’esperienza. L’abbinamento è affidato al Consorzio Tutela Vini Soave, con una selezione che attraversa diverse interpretazioni del territorio, dal Soave Classico al Superiore DOCG. Etichette come Corte Adami, I Stefanini, Tenuta Sant’Antonio, Gianni Tessari e Monte Tondo raccontano una contemporaneità fatta di freschezza, equilibrio e bevibilità, perfettamente in dialogo con la cucina.

Questa anteprima milanese non è solo un momento di presentazione, ma una dichiarazione precisa: Jesolo Gourmet Festival vuole costruire esperienze. Esperienze che partono dal piatto, ma si completano nel contesto, nella relazione tra chef, territorio e pubblico. Un assaggio, in tutti i sensi, di ciò che accadrà a maggio. Dove il mare farà da sfondo, ma il vero protagonista sarà il gusto.

Jesolo, oggi, è anche questo: una destinazione che si lascia scoprire fuori stagione, lasciando spazio all’esperienza. Jesolo Gourmet Festival ne è la sintesi più riuscita, un incontro tra creatività e gusto, tra mare e alta cucina, tra piacere e visione contemporanea.

Visited 1 times, 1 visit(s) today
Close