Non capita spesso che due mondi così diversi decidano di intrecciarsi. Da una parte Alberto Massucco, il primo italiano registrato come produttore in Champagne e anima visionaria della Maison che porta il suo nome. Dall’altra Joško Gravner, il vignaiolo di Oslavia che ha fatto delle anfore di terracotta il simbolo di una rivoluzione silenziosa e radicale. Insieme hanno presentato la loro nuova partnership, che vedrà Massucco distribuire in esclusiva i vini di Gravner nelle province di Torino, Biella e Vercelli. Una partnership che segna un incontro tra due visioni complementari: l’eleganza e la selezione rigorosa della maison piemontese e la radicale autenticità del vignaiolo di Oslavia.
La storia di Alberto Massucco: lo Champagne come passione e ricerca
Maison Massucco nasce dal desiderio di Alberto Massucco di portare in Italia non solo Champagne di altissima qualità, ma anche un approccio diverso alla distribuzione: non semplice commercio, ma cultura e racconto. L’azienda importa e seleziona maison indipendenti e vignerons Récoltant Manipulant, produttori capaci di esprimere identità, territorio e savoir-faire.
Accanto alla distribuzione, nel 2018 prende vita AMC – Alberto Massucco Champagne, la prima etichetta italiana con vigne di proprietà registrata ufficialmente in Champagne. “Due cose non bastano mai: un buon calice di champagne e un buon calice di champagne”, ama ripetere Massucco, sintetizzando con ironia e passione la sua filosofia.

Joško Gravner: il vignaiolo che ha scelto di togliere
La storia di Joško Gravner è profondamente intrecciata con la sua terra di confine: Oslavia, sul Collio goriziano, a pochi passi dalla Slovenia. Qui, dopo un inizio legato alla modernità enologica degli anni Settanta e Ottanta – acciaio, barrique, tecnologie avanzate – Gravner ha compiuto una scelta controcorrente: rinunciare a tutto ciò che era intervento tecnico e affidarsi al tempo, alla natura, all’essenzialità.
“La vera rivoluzione non è nell’aggiungere, ma nel togliere”: è questo il motto che guida Gravner. Le sue vigne sono ecosistemi vivi, arricchiti da stagni, alberi da frutto e nidi per gli uccelli, a testimoniare una viticoltura che mette al centro la biodiversità. In cantina domina l’anfora georgiana interrata (qvevri), dove le uve fermentano a lungo sulle bucce senza controllo di temperatura, prima di passare a botti di rovere di Slavonia e a un lungo affinamento in bottiglia. Nessuna chiarifica, nessuna filtrazione: il vino si racconta da solo, con i suoi tempi.

I vini di Gravner: il tempo come ingrediente
La Ribolla è il cuore della produzione Gravner. Un vino capace di sfidare il tempo, di evolversi negli anni e di raccontare ogni annata in modo diverso. La 2017, segnata da un andamento climatico complesso, ha restituito un prodotto di grande concentrazione e carattere, reso possibile anche dall’azione della cosiddetta muffa nobile. Nel calice sprigiona aromi di frutta matura, miele, agrumi canditi, erbe aromatiche, con tannini ben integrati e una freschezza sorprendente. Accanto alle annate più recenti, la collaborazione con Maison Massucco porterà sul mercato anche annate storiche, rare e ricercatissime: 2014, 2012, 2007. Vini che non sono solo bevande, ma esperienze sensoriali e culturali.

Le coppe di Gravner: il design che cambia il gesto del bere
Non solo vino: Joško Gravner ha voluto ridisegnare anche il modo in cui lo si assapora. Durante un viaggio in Georgia, terra che lo ha ispirato a introdurre le anfore in cantina, rimase colpito dall’usanza di bere il vino in semplici coppe di terracotta. Da lì l’idea di creare le coppe speciali senza stelo, pensate appositamente per i suoi vini. La loro forma tondeggiante, con due leggere rientranze che facilitano la presa, invita a un contatto più diretto con il calice. Non si stringe più uno stelo elegante, ma si accoglie tra le mani la coppa stessa, in un gesto intimo e antico, che restituisce al vino una dimensione di umiltà e autenticità. Questa scelta non è solo estetica: la coppa permette agli aromi di sprigionarsi in maniera naturale, senza essere imprigionati, e guida verso un assaggio più lento e consapevole. Al palato, il vino acquista rotondità, calore, un’impressione tattile che amplifica le note di frutta matura, miele, agrumi canditi e spezie. Il contatto diretto con la mano scalda lievemente il liquido, favorendo l’evoluzione dei profumi nel bicchiere e rendendo ogni sorso un’esperienza multisensoriale. In queste coppe, le nuance dorate e ambrate degli orange wine trovano uno spazio naturale per mostrarsi luminose e vitali. Non è soltanto un bicchiere, ma un tassello ulteriore di quella filosofia che mette al centro tempo, natura e rispetto del vino.




La partnership: Piemonte e Oslavia, un ponte di eccellenza
Con questo accordo, Maison Massucco ottiene la distribuzione esclusiva dei vini di Joško Gravner nelle province di Torino, Biella e Vercelli. Un’intesa che unisce due mondi apparentemente lontani – lo Champagne e gli orange wine – ma accomunati da valori profondi: autenticità, rigore, rispetto per il territorio e per il tempo.
“Il nostro impegno è da sempre quello di selezionare realtà che incarnano un legame profondo tra territorio e creatività – ha dichiarato Alberto Massucco –. Gravner rappresenta tutto questo: un produttore geniale e visionario, capace di portare avanti un’idea senza compromessi. Per noi è un onore poter intraprendere questo viaggio insieme.”
Oltre la distribuzione: un racconto di storie vere
La partnership tra Massucco e Gravner non si limita a un accordo commerciale. È il segno di una visione comune: fare del vino un linguaggio culturale, un racconto autentico. Da una parte, la raffinatezza e l’eleganza dello Champagne; dall’altra, la forza arcaica e rivoluzionaria delle anfore di Oslavia.
Due percorsi che si incontrano oggi in Piemonte, offrendo agli appassionati e ai professionisti l’occasione di scoprire – o riscoprire – vini che non si limitano a piacere, ma che insegnano ad ascoltare il silenzio della terra e il valore del tempo.




