La raccolta proseguirà progressivamente nei prossimi giorni, con il picco dei volumi atteso intorno al 10 agosto nelle aree intermedie, per poi estendersi anche alle zone più fresche subito dopo Ferragosto. Un andamento che riflette la straordinaria varietà di suoli e microclimi dell’areale franciacortino, confermando ancora una volta la complessità e la ricchezza di questo territorio.


Annata promettente: equilibrio e qualità
Le premesse per l’annata sono molto positive: i vigneti si presentano in condizioni sanitarie eccellenti, con un buon equilibrio tra crescita vegetativa e produzione. Le uve risultano abbondanti e di qualità elevata, nonostante qualche episodio di grandine localizzato che, fortunatamente, ha risparmiato le zone principali della Franciacorta.
Dal punto di vista climatico, l’annata è stata caratterizzata da temperature generalmente in linea o leggermente superiori alla media stagionale, con brevi interruzioni fredde in inverno. L’alternanza tra giornate calde in giugno e un luglio più fresco ha favorito una maturazione ottimale delle uve, con un anticipo fenologico di circa quattro giorni rispetto alla media storica.
Piogge abbondanti, ma senza danni
Le precipitazioni registrate tra gennaio e luglio sono state superiori del 31% rispetto alla media storica, con un totale di 840 mm. In particolare, il solo mese di luglio ha fatto segnare un +140% rispetto ai valori medi. Tuttavia, le piogge non hanno creato danni rilevanti grazie a una gestione attenta dei vigneti e alla buona capacità dei suoli di trattenere l’acqua.
Il risultato è un perfetto equilibrio tra calore, freschezza e disponibilità idrica: condizioni ideali per ottenere grappoli con un elevato accumulo zuccherino e ottimi livelli di acidità, caratteristiche fondamentali per la produzione del Franciacorta.
Una vendemmia di fiducia
«Quella che si apre oggi è una vendemmia che ci riempie di fiducia», ha commentato Emanuele Rabotti, Presidente del Consorzio Franciacorta. «La natura ci ha restituito equilibrio e abbondanza: uve sane, maturazioni regolari e una straordinaria ricchezza aromatica. In un contesto climatico sempre più complesso, questi risultati sono frutto dell’esperienza, dell’impegno e della sostenibilità perseguita da tutta la nostra filiera».


Export in crescita nonostante i dazi
Sul fronte commerciale, la denominazione continua a registrare segnali incoraggianti: l’export rappresenta oggi oltre il 17,4% delle vendite totali, con un incremento del +7% rispetto allo scorso anno, nonostante le tensioni internazionali e l’introduzione dei nuovi dazi sui vini europei da parte degli Stati Uniti.
