Tra le curve dolci e impervie del Valdobbiadene, tra mare e Prealpi, Andreola ha scelto, fin dal 1984, di coltivare la vite dove il terreno è inclinato e la fatica si fa arte quotidiana. A Col San Martino, in provincia di Treviso, si lavora con i piedi ben piantati in pendenza, tra boschi e ciglioni, in un paesaggio Patrimonio UNESCO che chiede rispetto e restituisce autenticità. Su queste colline, dove la vendemmia avviene ancora con carrucole e mani esperte, il tempo sembra rallentare per dare spazio all’essenza del vino.

Vignaioli d’altezza, non di scorciatoie
Nessun trattore solca i filari di Andreola. Qui il lavoro si arrampica sui crinali, resiste alle scorciatoie e abbraccia la complessità. L’azienda ha scelto di esaltare questa vocazione verticale, aderendo al CERVIM e ottenendo il riconoscimento “Viticoltura d’Alta Pendenza” per i suoi Valdobbiadene DOCG. Un sigillo che non è solo etichetta, ma dichiarazione d’intenti: la qualità nasce dalla difficoltà, e la bellezza da un’agricoltura che si conquista metro dopo metro.
Una famiglia, una visione che sale
Fondata da Nazzareno Pola come “Andreola Orsola”, l’azienda ha mosso i primi passi valorizzando le uve dei propri terreni, prima conferite ad altri. Oggi è guidata dal figlio Stefano Pola, che ha trasformato quella visione iniziale in un progetto strutturato e contemporaneo. Il rinnovamento ha toccato ogni aspetto: dalla bottiglia esclusiva al restyling completo della cantina, fino alla creazione di nuovi spazi esperienziali come il Wine Garden e l’Experience Room. Una crescita coerente, dove innovazione e radici dialogano senza contraddirsi.
Le Rive come racconti di pendenza
Andreola è oggi il maggiore interprete di Rive nel territorio del Valdobbiadene DOCG. Da Col San Martino a Refrontolo, da Rolle a Guia, ogni Riva è un piccolo mondo che parla con voce propria. Il suolo, l’altitudine, l’esposizione: ogni dettaglio viene valorizzato per ottenere vini dal profilo cremoso, fragrante, intenso. Gli spumanti di Andreola si distinguono per longevità e equilibrio, ma soprattutto per la capacità di restituire fedelmente l’identità del vigneto da cui nascono.

Il territorio in valigia
Il 35% della produzione Andreola attraversa oceani e continenti per arrivare su tavole in USA, Regno Unito, Belgio, Svizzera, Messico, Thailandia, Malesia, Indonesia. Mercati lontani ma attenti, che riconoscono nel Prosecco Superiore non solo una bollicina piacevole, ma un’espressione culturale. All’estero, i vini di Andreola parlano la lingua del paesaggio e conquistano per la loro autenticità territoriale, con un’immagine raffinata che sa farsi notare senza urlare.
Dal grappolo al compost: un ciclo che si chiude
Ogni elemento della filiera trova nuova vita. Andreola adotta un approccio concreto alla sostenibilità ambientale, restituendo alla terra ciò che da essa proviene. Le vinacce e i residui di vinificazione sono in parte trasformati in compost da impianti specializzati, in parte utilizzati direttamente nei vigneti. Una scelta che afferma un modello agricolo circolare, dove nulla si spreca e ogni gesto ha un ritorno.


La nuova quota del gusto: l’esperimento dolomitico
Oltre il Valdobbiadene, Andreola ha scelto di mettersi alla prova ancora una volta, salendo ancora più in alto. Tra il 2017 e il 2023 ha avviato la produzione di Riesling Renano e Traminer nelle Dolomiti bellunesi, dando vita alla linea “Vigneti delle Dolomiti IGT”. Qui, in territori ancora più estremi, prende forma un nuovo capitolo che dimostra come la sfida sia parte del DNA aziendale: dalla collina scoscesa alla montagna vera e propria, sempre alla ricerca di una purezza che valga la salita.
L’etichetta che non ha tempo
Nel cuore della gamma Andreola c’è l’etichetta “del Fondatore”, un omaggio silenzioso ma eloquente a chi ha iniziato tutto. È un vino che rappresenta l’essenza della Glera e dell’impronta di famiglia: costante, riconoscibile, profonda. Un’etichetta che supera l’idea dell’annata e diventa manifesto di stile e memoria.

In sintesi
- Superficie vitata: 110 ettari
- Produzione annuale: 980.000 bottiglie
- Percentuale export: 35%
- Mercati principali: USA, UK, Belgio, Svizzera, Messico, Thailandia, Malesia, Indonesia
- Dipendenti: 35
Andreola è un vino che si fa strada in salita. Tra i pendii verticali del Valdobbiadene e le sfide dolomitiche, ogni bottiglia è l’esito di una fatica consapevole, di una scelta non comoda ma sincera. È l’eleganza di chi lavora a testa bassa per guardare più lontano. È un’equazione tra identità, famiglia e orizzonti nuovi. E, soprattutto, è la prova che la qualità non scende mai a valle da sola: va accompagnata, passo dopo passo, fino al bicchiere.
