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La 95ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si presenta a Milano

Dal tempio del sapere alle colline di Langa: nella Biblioteca Ambrosiana si svela un’edizione che celebra il rispetto, la cultura e il gusto.

La location è la Biblioteca Pinacoteca Accademia Ambrosiana di Milano, tempio del sapere, della cultura e dell’identità culturale italiana: è qui che si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della 95ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, in programma dall’11 ottobre all’8 dicembre 2025. Scegliere un luogo come l’Ambrosiana per raccontare un evento legato al cibo è un gesto carico di significato: in questo luogo di scienza e sapienza, dove si rifocilla la mente attraverso il contatto con l’arte e la conoscenza, si è potuto immaginare un viaggio sensoriale che nutrirà anche il corpo. La Fiera si rivela nella sua natura più profonda: un museo vivente, dove il cibo non è solo piacere ma cultura di un popolo, gesto quotidiano e insieme narrazione collettiva.

Un’edizione ispirata al “Profondo Rispetto”

Il tema scelto per la 95ª edizione è “Profondo Rispetto”, un concetto universale che sarà declinato lungo tutto il percorso della manifestazione. Ispirato alla parola dell’anno 2024 individuata dall’Istituto Treccani, questo valore si riflette in ogni scelta della Fiera: dal rapporto con la terra e la natura, alla promozione del turismo consapevole, fino alla valorizzazione delle tradizioni e delle comunità locali. Il tartufo bianco, il Tuber magnatum Pico, emblema del territorio albese, diventa simbolo di una nuova etica del futuro, fondata sulla sostenibilità, sulla cura e sulla bellezza.

Un racconto culturale che attraversa il territorio

Come ha dichiarato Axel Iberti, presidente dell’Ente Fiera, oggi la manifestazione non può più essere considerata un semplice evento. È diventata un vero e proprio broadcast culturale, un racconto collettivo e corale che si estende ben oltre i confini della città di Alba. La cultura, afferma Iberti, non è un concetto astratto ma qualcosa di profondamente concreto: è educazione, identità, patrimonio. La Fiera vuole parlare soprattutto alle nuove generazioni, per trasmettere il valore della biodiversità, del paesaggio e del lavoro agricolo con uno sguardo sempre più internazionale e consapevole.

Un volano economico e sociale per il Piemonte

Accanto al suo valore simbolico e culturale, la Fiera rappresenta un importante motore economico. Si stima che per ogni euro investito ne vengano generati cinquantacinque sul territorio, in termini di indotto per turismo, ospitalità, ristorazione, artigianato e servizi. Il comparto del tartufo produce un impatto annuo superiore al mezzo miliardo di euro. La Fiera, dunque, non è solo celebrazione dell’eccellenza gastronomica, ma un modello virtuoso di sviluppo sostenibile e diffuso, capace di innescare crescita e occupazione in maniera trasversale.

Un successo che parla al mondo

I numeri confermano la portata internazionale della manifestazione. Ogni anno, oltre 600.000 visitatori raggiungono le Langhe, il Roero e il Monferrato per vivere un’esperienza autentica all’insegna del gusto. Il programma 2025 coinvolgerà più di quaranta chef stellati, italiani e stranieri, protagonisti di cooking show, cene tematiche e laboratori. Le attività esperienziali – dalla scuola di cucina ai percorsi sensoriali – attraggono un pubblico sempre più internazionale e qualificato, desideroso di conoscere il tartufo e le sue storie.

Il Capodanno del Tartufo: rito, festa, inizio

Il primo grande appuntamento sarà il Capodanno del Tartufo, nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre. La città di Alba accoglierà il corteo dei trifolao e dei loro cani, i tabui, in un evento carico di suggestione che unisce spiritualità, rito e festa. Il brindisi collettivo con un calice di Alta Langa DOCG celebrerà l’inizio della cerca e della nuova stagione del tartufo. Una notte che rappresenta l’avvio simbolico di un percorso fatto di tradizione, natura e condivisione.

Il Mercato Mondiale del Tartufo: garanzia di qualità

Nel Cortile della Maddalena sarà allestito il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, centro nevralgico della manifestazione. Ogni tartufo in vendita sarà sottoposto a un’attenta analisi da parte dei giudici del Centro Nazionale Studi Tartufo, che garantiranno freschezza, autenticità e conformità agli standard di eccellenza. Accanto al tartufo, una selezione di prodotti agroalimentari locali – dai formaggi ai salumi, dai dolci ai vini – offrirà ai visitatori un itinerario del gusto che racconta l’identità del territorio.

Tradizione e folclore: la memoria che vive

La dimensione popolare della Fiera trova piena espressione negli eventi di folclore, che precedono e accompagnano l’apertura ufficiale. Tra settembre e ottobre si susseguiranno la proclamazione della Bela Trifolera, l’Investitura del Podestà, il Palio degli Asini e il Festival della Bandiera, animando le piazze di Alba con colori, costumi medievali, cortei storici e celebrazioni identitarie. Il folclore, in questo contesto, non è semplice intrattenimento: è una forma di trasmissione culturale, che tiene viva la memoria e rafforza il senso di comunità.

Alta cucina, sperimentazione e inclusione

Il programma gourmet 2025 sarà ricco di momenti d’eccezione. I cooking show nella storica Sala Beppe Fenoglio vedranno alternarsi grandi nomi della cucina italiana e internazionale. Il nuovo format serale “Tramonto Gourmet” proporrà aperitivi raffinati con abbinamenti tra tartufo, mixology e Alta Langa. Le Cene Insolite, ospitate in luoghi simbolici come il Teatro Sociale o lo Skyway Monte Bianco, offriranno un’esperienza culinaria fuori dal comune. In chiave sociale, l’Osteria Montebellina, in collaborazione con la cooperativa Emmaus, proporrà una cucina solidale che coniuga eccellenza e inclusione.

Il Castello di Roddi: il gusto che educa

Il Taste Lab presso il Castello di Roddi si conferma uno dei luoghi simbolo della Fiera. In questo ambiente carico di storia, le attività didattiche legate alla cucina diventano occasione di apprendimento e scoperta. I corsi settimanali condotti da chef professionisti permetteranno ai partecipanti di cimentarsi nella preparazione di piatti a base di tartufo, con degustazioni finali abbinate ai vini del territorio. Le Passeggiate Gourmet, itinerari naturalistici guidati, condurranno i visitatori fino al castello per un incontro tra paesaggio, cibo e conoscenza.

Truffle & Wine: un dialogo tra eccellenze

Il progetto “Truffle and Wine” valorizza l’abbinamento tra tartufo e grandi vini. Dopo Champagne, Borgogna, California e Rioja, l’edizione 2025 accoglierà una nuova regione vitivinicola internazionale ospite. L’Asta “Barolo en primeur”, l’evento “I grandi terroir del Barbaresco” e le degustazioni curate da sommelier esperti offriranno un’esplorazione sensoriale tra Langhe, mondo e tradizione enologica.

Cultura e solidarietà: la Fiera come laboratorio di senso

La Fiera conferma il suo impegno anche sul piano culturale e sociale. L’Asta Mondiale del Tartufo, in collegamento con grandi città del mondo, raccoglierà fondi per progetti benefici. Il Premio Lattes Grinzane sarà assegnato alla scrittrice Maaza Mengiste, e lo scrittore Aldo Cazzullo presenterà la sua nuova opera. L’arte contemporanea sarà protagonista con le mostre di Valerio Berruti e del progetto Radis. Mostre, eventi sportivi e itinerari tematici arricchiranno un calendario pensato per tutti.

Il territorio UNESCO: bellezza da proteggere

La Fiera si svolge in un contesto riconosciuto tre volte dall’UNESCO: per i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, per la nomina di Alba a Città Creativa per la Gastronomia, e per l’inclusione della cerca e cavatura del tartufo tra i patrimoni immateriali dell’umanità. La manifestazione onora questi titoli attraverso attività educative, il Museo del Tartufo (MUDET), percorsi scolastici e progetti di divulgazione ambientale.

Sostenibilità al centro: dalla terra al pensiero

Due progetti cardine – “Sostenibilità Incrociate” e “Dawn to Earth” – confermano l’impegno della Fiera nel promuovere un nuovo modello di sviluppo etico, ambientale e sociale. Attraverso incontri, talk e premi dedicati a chef e professionisti impegnati nella tutela dell’ambiente, la Fiera rilancia il messaggio che il tartufo rappresenta in sé: un equilibrio fragile che va rispettato e protetto.

La Fiera come esperienza culturale e sensoriale

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, giunta al suo 95º anno, si conferma come un evento che nutre il corpo e lo spirito. Presentata nel cuore di Milano, tra le pareti della Biblioteca Ambrosiana, ha scelto di affermare con forza che il cibo è cultura, e che raccontare un territorio significa onorarne i saperi, i paesaggi e i valori. Dal pensiero alla tavola, dall’arte alla terra, la Fiera è il luogo dove tutto questo si unisce in un racconto vivo, consapevole, e profondamente umano.

La visita alla Pinacoteca

Imperdibile ed esclusiva la visita alla Pinacoteca: ritrovare gioielli del Caravaggio, Leonardo, Botticelli, Brueghel, Raffaello, Bernardo Luini e Tiziano è stato un tuffo nell’immortalità.

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