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Tenuta Licupi: una nuova cantina bio in Puglia

A Lizzano, in provincia di Taranto, nasce dalla contaminazione tra arte, ospitalità, storia e territorio una nuova realtà vitivinicola. I protagonisti di questa iniziativa si muovono lungo una direttrice tra Milano, la Toscana e la Puglia.

Dall’ingegneria alla viticoltura il passo è più breve del previsto: Maria Concetta Giacovelli, ingegnere meccanico, milanese d’adozione con importanti vissuti professionali nel mondo del fashion e del design, torna “a casa”: il richiamo della sua terra si è fatto nel tempo più forte, e il desiderio di amplificare e qualificare le attività già in essere in Puglia hanno – fortunatamente – preso il sopravvento. Olivo della Fortuna è la prima realtà che l’Ing. Giacovelli conduce e che rappresenta il primo nucleo di Tenuta Licupi, creato intorno ai terreni di famiglia: è un’azienda agricola di 42 ettari, con 31 destinati a vigneto e 9 a uliveto (la parte restante sono macchia mediterranea e immobili). Alleva uve che non vinifica in proprio, ma conferisce a Varvaglione 1921, un vero colosso del mondo del vino con 400 ettari vitati e oltre 4,5 milioni di bottiglie prodotte. La scintilla per il “cambio di scena” nasce con il reimpianto di un vecchio cru con cloni selezionati, grazie alla preziosa consulenza del prof. Attilio Scienza: Maria Concetta sa bene che la passione non basta e che è la competenza a fare la differenza per raggiungere l’eccellenza. Cosimo Varvaglione, dominus del Gruppo che porta il cognome della sua famiglia, crede nella realtà imprenditoriale e nella visione di Maria Concetta Giacovelli: nasce così Tenuta Licupi, una cantina boutique dall’elevato profilo qualitativo, parte di un progetto allargato che include anche la costruzione di un wine resort.  

I protagonisti

L’Ing. Giacovelli condivide con il marito Ing. Stefano Goracci il progetto: toscano d’origine, esperto di fotovoltaico e di energie rinnovabili, Stefano è stato responsabile finanziario di Olivo della Fortuna ed ora segue la direzione lavori del resort e la parte finanziaria di Tenuta Licupi, in stretta collaborazione con gli advisor che seguono l’impresa nell’operazione di aumento del capitale. Con loro il figlio Francesco Goracci, laureato in Scienze Agrarie e viticoltore a sua volta a Montepulciano: è responsabile delle attività in vigna e in cantina di Tenuta Licupi. Francesco ha sviluppato una competenza importante nella potatura delle vigne come allievo di Pierpaolo Sirch: parla alle viti e nutre un profondo rispetto nei confronti dell’ambiente. Francesco non ha fretta, sa che la natura ha i suoi tempi: al centro del suo mondo mette il capitale umano, le donne e gli uomini con cui collabora e che si propone costantemente di formare. Un mix di visione, pragmatismo e cuore. Lo slancio della giovane età e il senso del fare di chi è cresciuto con i piedi per terra. E infine Antonio Goracci, il più giovane dei figli della coppia di ingegneri, che segue la parte innovation dell’azienda, responsabile del comparto di digitalizzazione e informatica: attività che hanno un ruolo importante nell’operazione di aumento di capitale. Una family company di matrice tutta italiana, che ha trovato al proprio interno professionalità per dare valore all’architettura di Tenuta Licupi.

Il progetto

Tenuta Licupi è a Lizzano, in provincia di Taranto: il mare non è lontano, a soli sette chilometri: le uve allevate in biologico sono native, dal Negroamaro, al Primitivo di Manduria, dalla Malvasia al Fiano e al Greco di Tufo. Tre i pilastri su cui si fonda l’impianto di Tenuta Licupi: vino, olio e wine resort. Quest’ultimo, che verrà completato entro il 2025, si configura come una struttura ricettiva per un turismo di standing. Esperienze immersive in vigna e in cantina, accoglienza, percorsi archeologici e ristorazione: un resort in grado di fare da volano sotto l’aspetto turistico all’intero areale, che incontra le richieste del mercato, sempre più attratto da un approccio olistico nei confronti del vino. I vini che verranno realizzati da Tenuta Licupi sono sei: Opera Prima, Primitivo di Manduria Bio, Le Tamerici, blend di Fiano, Malvasia e Greco sempre bio, AlisèNegramaro Metodo Classico Bio, Grigorà, Primitivo Bio, Da-li-là, Passito di Negramaro Bio, La Lucera, Primitivo Rosato Bio. Come caratteristica distintiva, Tenuta Licupi ha strategicamente messo a punto misure alternative per far fronte ai new trends: bianco, rosé, metodo classico, passito e così via, nell’ambito di un’offerta ampia per intercettare esigenze diverse di consumo e di mercato, reinterpretando naturalmente la tradizione dei vini pugliesi. Cosimo Varvaglione, socio di Tenuta Licupi dal 2021, si occuperà della distribuzione dei vini che, a regime, raggiungeranno le 400.000 unità. Le bottiglie hanno un prezzo di collocamento tra i 12 e i 20 Euro. Il resort ha una capacità ricettiva di 40 posti letto ripartiti su 18 monolocali e bilocali con un prezzo medio di 100 Euro a notte per persona.

L’aumento di capitale 

Tenuta Licupi si doterà dei flussi di cassa per completare i lavori attraverso il collocamento di tre vini – il Primitivo di Manduria Doc Opera Prima, il Metodo Classico Alisédi Negramaro e il Passito sempre da Negroamaro Da-li-là, tramite NFT immessi sul mercato. Le etichette, che fanno parte della produzione dell’artista trentino Stefano Torri, diplomato in pittura e scultura all’Accademia di Brera ed espositore in numerose mostre a livello nazionale ed internazionale, andranno a garantire l’autenticità del prodotto. Il connubio sarà in grado di elevare i vini e le bottiglie, trasformandoli in opere d’arte da vendere tramite NFT sul mercato, ed anticipando in tal modo una quota di flussi di cassa necessaria e funzionale all’avviamento della produzione. Tenuta Licupi si è rivolta agli investitori con un progetto di investimento diffuso attraverso la piattaforma mamacrowd. 

La degustazione

Nel corso della presentazione ho avuto il privilegio di condurre la degustazione di due vini: il Susumaniello Rosé di Cosimo Varvaglione (fresco, elegante, leggiadro a partire dal colore) e Opera Prima, Primitivo di Manduria in purezza millesimo 2013, sorprendente per gioventù, finezza e interpretazione contemporanea del territorio.

Tanti sono gli obiettivi del progetto, complesso, sostenibile, inclusivo e improntato all’imprenditoria femminile: la valorizzazione del territorio, del capitale umano e gli investimenti in ottica di sostenibilità sono tra le priorità. Cantina e resort sono certificati ZEB (Zero Emission Building): Tenuta Licupi è inoltre iscritta nel registro delle PMI innovative ed ha ottenuto la certificazione energetica e di sostenibilità secondo il protocollo del Politecnico di Milano e il disciplinare LEED®, molto raro per questa tipologia di aziende.

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