C’è una storia tutta italiana che profuma di latte fresco, tradizione e visione internazionale. È quella del Gruppo Sabelli, realtà nata oltre cento anni fa nel cuore delle Marche e oggi protagonista del mercato dei formaggi freschi Made in Italy, capace di trasformare mozzarella, burrata e stracciatella in ambasciatrici del gusto italiano nel mondo.
Un successo costruito nel tempo, passo dopo passo, grazie a un equilibrio sempre più raro tra spirito imprenditoriale, radici familiari e capacità di innovare. Oggi Sabelli è il terzo player nazionale del settore e il primo gruppo interamente italiano per proprietà, con una crescita che parla sempre più internazionale: nel 2025 l’export ha raggiunto il 18% del fatturato, trainando lo sviluppo del gruppo sui mercati esteri.
Alla guida c’è la quarta generazione della famiglia, con Angelo Galeati e Simone Mariani nel ruolo di amministratori delegati e Francesca Mariani alla direzione acquisti. Una governance familiare che continua a rappresentare il cuore identitario dell’azienda, mantenendo saldo il legame con il territorio pur in una dimensione ormai globale.

I numeri raccontano una crescita solida. Il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi in aumento del 10%, arrivando a 440 milioni di euro, mentre l’export è cresciuto del 17,5%, superando i 54 milioni di euro. Un risultato ottenuto in un anno complesso per il comparto agroalimentare, tra aumento dei costi delle materie prime, consumi interni rallentati e nuove tensioni commerciali internazionali.
Ma il vero segreto di Sabelli resta la capacità di trasformare la tradizione casearia in un linguaggio contemporaneo. Il gruppo è oggi leader nella burrata e stracciatella a peso fisso e primo produttore italiano di mozzarella a peso variabile, con una proposta sempre più ampia pensata sia per la grande distribuzione sia per il mercato internazionale.
Non a caso, il futuro passa proprio dall’innovazione. Nei prossimi tre anni Sabelli investirà 45 milioni di euro in ricerca e sviluppo, puntando su nuove tecnologie e soluzioni capaci di rispondere alle esigenze di mercati sempre più globali. Tra le ultime novità spicca la linea frozen, studiata per permettere a burrate e mozzarelle per pizza di affrontare lunghi viaggi via mare senza perdere cremosità, consistenza e qualità.
Accanto alla spinta internazionale, resta forte l’attenzione al mercato italiano, con il lancio di nuovi prodotti come il caprino di latte vaccino, il caprino di latte di capra, il nuovo formato da 180 grammi delle mozzarelline e una versione ancora più cremosa delle ricottine.
Dietro i risultati del gruppo c’è anche un modello industriale che continua a mettere al centro persone e territorio. Sono circa mille i dipendenti e collaboratori impiegati nei sei stabilimenti produttivi e nelle dieci piattaforme distributive, mentre il 70% della spesa della supply chain resta affidato a fornitori locali.
Una filosofia imprenditoriale che ha portato Mediobanca a inserire Sabelli tra le eccellenze del cosiddetto “quarto capitalismo” italiano: aziende familiari di medie dimensioni capaci di crescere più del mercato, mantenere redditività e affermarsi all’estero senza rinunciare alla propria identità.
E proprio l’identità sembra essere oggi il vero lusso competitivo di Sabelli. In un mercato globale sempre più affollato, il gruppo marchigiano continua a puntare sulla forza del Made in Italy autentico: qualità riconoscibile, tradizione artigianale e una visione internazionale che guarda lontano senza dimenticare le proprie origini.

