Certe mattine, sulle colline di Marostica, il silenzio è quasi cinematografico. Linee nette, architetture contemporanee immerse nel verde, luce che si posa sulle vigne. È qui che, nei giorni scorsi, le telecamere hanno iniziato a girare: Diesel Farm si è trasformata nel primo set di “C14”, thriller distopico diretto da Antonello Belluco e prodotto da Eriadorfilm in collaborazione con Rai Cinema, con il sostegno del Ministero della Cultura.

Un progetto che intreccia complotti e poteri occulti attorno al mistero della Sacra Sindone, ambientato in un futuro prossimo dove la tensione tra bene e male si fa materia narrativa. A guidare il cast, Raoul Bova e Ludovica Martino, due volti capaci di attraversare generi e pubblici diversi con naturalezza.
La scelta di Diesel Farm non è casuale. Fondata da Renzo Rosso, la tenuta vicentina non è solo un quartier generale creativo, ma uno spazio identitario, pensato come estensione di una visione. Architettura e paesaggio dialogano in equilibrio, in un’estetica che riflette lo spirito del brand Diesel: contemporaneo, audace, riconoscibile.
Ed è proprio questa forza visiva ad aver convinto la produzione a fare un passo in più. Giulia Bellucco, produttrice di Eriadorfilm, ha raccontato di aver deciso di spostare qui l’intero film dopo aver visto Diesel Farm: nessun altro luogo riusciva a restituire con altrettanta intensità la casa del protagonista. Non solo location, dunque, ma parte integrante del racconto.

Anche la scelta dei costumi va nella stessa direzione: il cast sarà vestito Diesel, in un dialogo coerente tra moda e cinema. Una dichiarazione di stile che rafforza l’identità visiva del film e sottolinea il ruolo di Renzo Rosso come figura capace di coniugare imprenditoria e visione creativa.
Tra vigne, colline e architetture contemporanee, Diesel Farm diventa così un crocevia tra mondi diversi: industria culturale, moda, territorio. Un luogo che nasce per raccontare un’idea di Made in Italy non nostalgica ma proiettata in avanti.

Con “C14” il cinema trova casa tra le colline vicentine. E Diesel Farm, ancora una volta, si conferma spazio di sperimentazione, ispirazione e racconto.
