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Braida, il coraggio di innovare: primo bianco dei Colli Tortonesi e premi internazionali alla Barbera

La storica cantina della famiglia Bologna debutta con il Timorasso e celebra il successo del Bricco dell’Uccellone, premiato da DoctorWine come Miglior Barbera 2026.

Novità a Rocchetta Tanaro, la famiglia Bologna, anima di Braida, aggiunge due nuove pagine alla sua storia: il debutto del Timorasso dei Colli Tortonesi, primo vino bianco fermo prodotto dall’azienda, e il nuovo riconoscimento al Bricco dell’Uccellone Barbera d’Asti DOCG, insignito da DoctorWine con il titolo di Miglior Barbera d’Italia nella Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026.

Il debutto del Timorasso

La scelta di vinificare il Timorasso, vitigno simbolo dei Colli Tortonesi, rappresenta una scommessa coerente con la filosofia Braida, da sempre orientata alla longevità e alla capacità dei vini di evolvere nel tempo. La prima annata, la 2023, è oggi disponibile sul mercato, mentre la seconda riposa in cantina e la terza è già in fermentazione.

“Abbiamo scelto il Timorasso perché assomiglia alla Barbera che tanto amiamo: ha struttura, profondità, capacità di invecchiare. È un vitigno ostinato ed espressivo, proprio come noi”, spiega Giuseppe Bologna, che guida l’azienda con la sorella Raffaella. “Vinificare un bianco a Rocchetta è stata una sfida entusiasmante: un modo per rimetterci in gioco con la curiosità e il rigore che ci hanno sempre accompagnato”.

Il vino nasce da vigneti nei Colli Tortonesi, ma viene lavorato e affinato nella storica cantina di Rocchetta Tanaro. Vinificato in acciaio e affinato in cemento sulle fecce fini, conserva freschezza, tensione e complessità aromatica: una versione “rocchettese” del Timorasso, con quel tocco di creatività che ha sempre caratterizzato lo stile Braida.

Il successo del Bricco dell’Uccellone

Accanto alla novità, arriva anche una conferma: il Bricco dell’Uccellone 2022 ha ottenuto 97 punti ed è stato premiato per il secondo anno consecutivo come Miglior Barbera d’Italia nella guida curata da Daniele Cernilli.

Dal 1982, anno della sua prima vendemmia, il Bricco dell’Uccellone ha rivoluzionato la percezione della Barbera. Giacomo Bologna comprese che questo vitigno poteva competere con i grandi rossi internazionali, riducendo le rese, selezionando i cru e introducendo l’affinamento in barrique di rovere francese. Un’intuizione che cambiò la storia del vino piemontese e che continua ancora oggi a raccogliere riconoscimenti.

La giornalista Jancis Robinson scrisse che fu proprio Giacomo Bologna a mettere la Barbera “sul piedistallo”, rendendola finalmente un vino degno di rispetto. Nel 2019 il Bricco dell’Uccellone è stato inoltre inserito tra le “Wein Legenden” in Germania, entrando nella hall of fame dei grandi vini del mondo.

Una famiglia, un’eredità

“Braida” è un nome che racchiude oltre sessant’anni di storia. Deriva dal soprannome dell’avo Giuseppe Bologna e fu portato avanti da Giacomo, che tra gli anni Sessanta e Ottanta seppe trasformare la Barbera in un simbolo di riscatto e modernità.

Oggi l’azienda coltiva oltre 70 ettari tra Monferrato e Langa, continua a produrre grandi classici come La Monella, Bricco della Bigotta, Ai Suma e Montebruna, e valorizza vitigni autoctoni come Grignolino, Brachetto e Moscato. Alla produzione si affiancano accoglienza ed enoturismo: dalle cantine storiche alla barricaia visitabile, fino al Wine Resort con sette stanze dedicate ai vini dell’azienda.

Nel 2024 Braida ha ottenuto il Marchio Storico di Interesse Nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riconoscimento che premia aziende capaci di mantenere qualità e legame con il territorio per oltre mezzo secolo.

Con il lancio del Timorasso e il rinnovato successo del Bricco dell’Uccellone, Braida dimostra ancora una volta che la sua identità è un equilibrio dinamico: restare fedele alle radici senza smettere di innovare.

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