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Le meraviglie del mondo? A Milano si attraversano

Dalle piramidi d’Egitto ai templi perduti, fino a Machu Picchu e al Taj Mahal. “7 Wonders of the World” debutta in Italia allo Spazio Ventura e trasforma 4.500 anni di storia in un percorso immersivo tra architettura, tecnologia e immaginazione.

Il fascino della meraviglia, in versione immersiva

Come sarebbe passeggiare nei leggendari Giardini Pensili di Babilonia? Trovarsi davanti al Colosso di Rodi, osservare da vicino la maestosità della Statua di Zeus a Olimpia o attraversare idealmente la Grande Muraglia Cinese? Monumenti che hanno alimentato l’immaginazione di intere generazioni diventano protagonisti di un nuovo appuntamento culturale milanese, dove la tecnologia restituisce forma e dimensione anche alle architetture scomparse da secoli.

Dal 30 ottobre 2026 al 21 aprile 2027, lo Spazio Ventura di Milano ospita la prima italiana di 7 Wonders of the World, il progetto espositivo firmato Exhibition Hub in collaborazione con Fever. Un itinerario attraverso quattordici monumenti che hanno segnato la storia dell’architettura e dell’ingegneria, esplorando il rapporto tra l’ambizione umana, la bellezza e il desiderio di lasciare una traccia destinata a durare nel tempo.

La formula è quella dell’edutainment, un linguaggio espositivo che combina divulgazione e intrattenimento attraverso proiezioni monumentali, ambienti digitali e realtà virtuale. Il visitatore entra nelle architetture, ne osserva le proporzioni e scopre le soluzioni costruttive che hanno reso possibili opere considerate, nelle rispettive epoche, imprese fuori dall’ordinario.

Dalla Piramide di Giza ai misteri di Babilonia

Il percorso prende avvio dalle sette Meraviglie del mondo antico, selezionate dalla tradizione ellenistica e divenute nei secoli un riferimento universale per descrivere le più straordinarie realizzazioni dell’uomo.

La Grande Piramide di Giza, costruita oltre 4.500 anni fa e unica superstite dell’elenco originario, introduce un universo nel quale architettura, potere e spiritualità erano profondamente intrecciati. Seguono i Giardini Pensili di Babilonia, la cui stessa esistenza continua ad alimentare il dibattito storico, il Tempio di Artemide a Efeso, la Statua di Zeus a Olimpia, il Mausoleo di Alicarnasso, il Colosso di Rodi e il Faro di Alessandria.

A renderli nuovamente visibili intervengono ricostruzioni digitali e proiezioni a 360 gradi, pensate per restituire la scala monumentale delle opere e ricreare l’atmosfera dei luoghi in cui sorgevano.

Il fascino di queste architetture risiede anche nelle domande che continuano a suscitare. Quali conoscenze tecniche possedevano i loro costruttori? Come venivano trasportati materiali di dimensioni colossali? Quale rapporto esisteva tra l’edificio, il paesaggio e la società che lo aveva commissionato?

«Le sette Meraviglie del mondo antico continuano ad affascinare dopo millenni perché, oltre allo straordinario prodigio della loro costruzione, considerate le tecniche disponibili all’epoca, celano misteri profondi che la storia fatica ancora a risolvere», osserva Fabio Di Gioia, curatore della versione italiana della mostra.

Le icone contemporanee della bellezza

Il secondo capitolo dell’esposizione attraversa continenti e culture per incontrare le sette Meraviglie del mondo moderno, individuate nel 2007 attraverso un’iniziativa internazionale di selezione.

La Grande Muraglia Cinese disegna il paesaggio con il suo andamento sinuoso, Petra rivela le facciate scolpite nella roccia rosata del deserto giordano, mentre Chichén Itzá racconta la sofisticata conoscenza astronomica della civiltà maya.

Il percorso prosegue con il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, il Colosseo di Roma, la città inca di Machu Picchu e il Taj Mahal, monumento all’amore voluto dall’imperatore Shah Jahan ad Agra.

Architetture diversissime per epoca, materiali e funzione, accomunate dalla forza della loro presenza scenica. Alcune sono nate per celebrare il potere, altre per esprimere una fede religiosa o custodire una memoria privata. Tutte hanno modificato il paesaggio e il modo in cui le generazioni successive lo hanno guardato.

Per chi ama il design e l’architettura, la mostra offre un’occasione per osservare il linguaggio delle forme attraverso una prospettiva insolita: quella delle grandi costruzioni che hanno attraversato i secoli, influenzando il nostro immaginario estetico.

Il design incontra la realtà virtuale

La componente tecnologica occupa un ruolo centrale nell’allestimento. Le proiezioni panoramiche trasformano le superfici in scenari architettonici, mentre gli strumenti digitali consentono di esplorare dettagli e ricostruzioni difficilmente accessibili durante una visita tradizionale.

La realtà virtuale introduce un ulteriore livello di coinvolgimento, offrendo la possibilità di muoversi idealmente tra le Meraviglie e di osservarne le dimensioni da punti di vista differenti. Un lavoro di progettazione visiva affidato ai digital designer di Exhibition Hub, che utilizzano tecniche di elaborazione delle immagini per ricreare ambienti e monumenti.

La dimensione partecipativa emerge anche nelle installazioni interattive. Con il Wonder Wall i visitatori possono lasciare disegni e messaggi ispirati alle opere, mentre Create Your Own Wonder e Build Your Own Pyramidinvitano a sperimentare la progettazione e la costruzione attraverso attività rivolte anche ai più piccoli.

Tra gli elementi scenografici figurano inoltre la riproduzione di un faro alto tre metri e il Trono di Zeus, installazione che propone una prospettiva su un tempio apparentemente infinito. Due occasioni fotografiche che richiamano il linguaggio visivo delle grandi esposizioni immersive, dove l’allestimento diventa parte integrante della visita.

Milano, laboratorio di nuove forme espositive

La scelta dello Spazio Ventura conferma il ruolo del quartiere Lambrate nella geografia creativa milanese. Ex area industriale diventata negli anni uno dei riferimenti del Fuorisalone e della sperimentazione progettuale, Lambrate offre una cornice coerente con una mostra che utilizza le tecnologie digitali per reinterpretare il patrimonio architettonico mondiale.

Exhibition Hub torna in questa sede dopo le produzioni dedicate al Titanic, a Monet e a Van Gogh. Secondo i dati comunicati dagli organizzatori, le esposizioni Van Gogh: The Immersive Experience e Titanic: An Immersive Voyage hanno accolto complessivamente oltre un milione di visitatori a Milano.

Un risultato che testimonia l’interesse per formule espositive costruite attorno alla partecipazione del pubblico, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni.

«Ancora una volta, l’arte immersiva riesce a ribaltare le proporzioni e a creare un’interazione emozionale con i nostri visitatori», commenta Roberta Saldi, Corporate Marketing Manager di Exhibition Hub.

La tecnologia diventa così uno strumento per avvicinare pubblici differenti a contenuti storici e artistici, utilizzando un linguaggio familiare a chi frequenta quotidianamente gli ambienti digitali.

Sessanta minuti attraverso 4.500 anni di storia

La visita dura circa un’ora, durante la quale il pubblico attraversa idealmente luoghi separati da migliaia di chilometri e da epoche lontanissime.

La scelta di riunire le Meraviglie antiche e moderne permette di osservare come sia cambiato nel tempo il concetto stesso di monumentalità. Le piramidi egizie, i templi greci e le architetture delle civiltà precolombiane rispondono a esigenze differenti, ma condividono una particolare attenzione alle proporzioni, alla relazione con il territorio e alla permanenza dell’opera.

Per il pubblico milanese, 7 Wonders of the World rappresenta anche un modo per avvicinarsi a luoghi che spesso conosciamo attraverso fotografie, documentari e immagini diventate familiari. La ricostruzione digitale invita a osservarli da una prospettiva diversa, soffermandosi su particolari architettonici e soluzioni ingegneristiche che la distanza geografica o il trascorrere dei secoli hanno reso difficili da comprendere.

E forse il dettaglio più interessante è proprio questo: ritrovare, attraverso strumenti contemporanei, lo stupore che quelle costruzioni dovevano suscitare negli occhi di chi le vedeva per la prima volta.

Informazioni per la visita

7 Wonders of the World
Spazio Ventura, via Privata Giovanni Ventura 15, Milano
Dal 30 ottobre 2026 al 21 aprile 2027

Durata indicativa della visita: 60 minuti.

La sede è raggiungibile con la metropolitana M2, fermata Lambrate, e dalla stazione ferroviaria Milano Lambrate. Disponibili anche i collegamenti con il tram 33 e l’autobus 54.

Biglietti disponibili attraverso la piattaforma Fever e il sito ufficiale della mostra.

Produzione: Exhibition Hub e Fever.
Con il patrocinio del Municipio 3 del Comune di Milano.

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